opinione_jpg

L’Opinione di Gian Roberto D’Ulisse #1

facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Sicurezza. Ecco un termine che solo fino a qualche anno fa, quando se ne parlava, riguardava prevalentemente gli ambienti di lavoro, l’economia singola o famigliare. Oggi, quando sentiamo la parola sicurezza, essa è riferita pressoché esclusivamente alla nostra integrità fisica o all’incolumità dei nostri cari.
Sicurezza deriva dal latino “sine cura” ossia “senza preoccupazione”; il “senza” oggi è pressoché sparito, lasciandoci il secondo vocabolo: “preoccupazione”; tanta preoccupazione riempie le nostre giornate, fatte appunto di insicurezze e incertezze, siano esse lavorative, economiche, fisiche, ecc.
La sicurezza è divenuta un bene primario e inestimabile, che grazie alle scelte politiche dei nostri governanti, è venuta a mancare (quasi) totalmente. Continuano a fornirci dati rassicuranti, ma la gente si blinda sempre più in casa a riprova che non si ritiene affatto tranquillizzata dai numeri o statistiche.
Nel mio piccolo, siano essi politici nazionali o sindaci o tutori dell’ordine, vorrei rammentare come solo qualche decennio addietro, negli anni ‘60 e ‘70 le nostre case avevano le porte accostate, le finestre aperte, bastava chiamarsi a voce senza nemmeno suonare i campanelli delle abitazioni, la gente circolava liberamente di giorno e di sera, spesso si organizzavano manifestazioni e bastava una qualsiasi ricorrenza per riempire le strade di gente. Oggi, le nostre case hanno inferiate alle finestre, porte blindate, telecamere private a circuito chiuso, codici di accesso alle abitazioni… e per strada, dopo il calare della sera, le persone in giro sono rare, di corsa, frettolose di andare a barricarsi in casa. Solo qualche anno fa pochi “Vigili Urbani” appiedati e pochi Carabinieri in bicicletta erano più che sufficienti a garantire l’ordine pubblico nella nostra città allora paese; non si parlava di sicurezza, quella c’era. Oggi per farci dormire sonni spesso agitati, non sono sufficienti le molte e sofisticate precauzioni che ognuno si premura di approntare, né le telecamere che hanno posto agli ingressi della città. La delinquenza scorrazza di giorno e di notte nel centro abitato ripulendo appartamenti anche con i residenti all’interno. Non riescono a tranquillizzarci perché non riescono a far fronte all’intensa e sempre maggiore mole delinquenziale presente nel territorio. Anzi, tale sensazione aumenta quotidianamente e qeusto sintomo è sottolineato dai dati resi noti dal Sindaco di Galliate (fonte Ministero degli Interni… ci vuole coraggio a metterne in dubbio la veridicità come ha fatto il sindaco di Trecate!) che confermano come siano giustificate la preoccupazione e la scarsa credibilità dei trecatesi verso l’amministrazione che continua a sostenere invece, la magnificenza del loro operato (nel giro di pochi giorni, intanto: sfondamento al Gigante, rapina in banca, furti in appartamenti, sparatoria per strada)… tutto falso? Sarò anche tacciato di razzismo, ma una ventina di anni fa (che per Trecate  corrispondono al periodo di amministrazione di sinistra), quando non eravamo invasi, quando gli stranieri erano pochi e controllati, pochi uomini in divisa erano un deterrente più che sufficiente, parlare di un furto con scasso o di una rapina in banca era una cosa da prima pagina… e per il furtarello in casa, si diceva che erano passati i girovaghi. La sicurezza è oggi una necessità, un bene primario, fondamentale e da trattare con estrema serietà. Chi si proporrà alla guida della nostra comunità, non dovrà e non potrà ignorarlo: regolamentare e gestire l’immigrazione, anche quella già presente, equivale a dare tranquillità a tutti. Ma con fatti non solo con le parole.

facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail