PARLIAMO DI TERREMOTI

Parliamo di terremoti

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TRECATE – All’Auditorium Marika Invernizzi (ex oratorio femminile), la sera di venerdì 22 novembre, il Gruppo Trecatese Amici 52ha organizzato la serata “Gaia Pianeta Vivente… Parliamo di terremoti”, con relazioni del geologo Claudio Viviani ed il responsabile scientifico dell’Osservatorio geofisico di Novara Giuseppe Deantoni.L’incontro ad ingresso libero, rientrava nel progetto “1 palco… 52 emozioni” patrocinato dal Comune di Trecate. Una serata interessante che ha spiegato la conformazione della crosta terrestre, le placche in cui è frammentata, i movimenti che le trascinano e ne determinano attriti e spaccature, come la Faglia Gloria, che attraversa il Mediterraneo e risale la penisola italiana.

La “Faglia Gloria” ed i terremoti in Italia

Aristotele spiegava i terremoti come scuotimenti del suolo in seguito a turbini di vento compresso nel ventre della Terra ed in cerca di una via d’uscita verso l’esterno; le esalazioni che talvolta fuoriescono da spaccature del terreno in seguito ad un forte terremoto, ne erano la prova! Per secoli ne derivò l’usanza di scavare pozzi in prossimità dei centri abitati per proteggerli dai terremoti consentendo la fuoriuscita dei venti.

Per tutto il medioevo il iterremoto fu considerato un castigo divino, volto a punire gli uomini malvagi che avevano sovvertito l’ordine stabilito da Dio e presagio del giudizio universale.

Oggi, sappiamo che i terremoti sono vibrazioni generate dalla rottura improvvisa e violenta di una massa rocciosa che avviene in seguito ai movimenti, impercettibili ma continui, della crosta terrestre. A differenza di altri contesti, dove il meccanismo generatore dei terremoti è relativamente semplice e ben noto (una placca oceanica si immerge al di sotto di una placca continentale provocando terremoti anche molto violenti), l’Italia è inserita in un contesto tettonico molto complesso di cui non sono ancora ben chiari tutti i meccanismi. Come pochi sanno, la teoria della tettonica a placche ci insegna che la crosta terrestre è frammentata, grossomodo in undici grandi placche in movimento relativo tra loro. Il motore di tutto ciò è il calore dell’interno della Terra ed i moti convettivi del mantello che in superficie, trascinano le placche.Il bacino del Mediterraneo è sede di complessi fenomeni tettonici e per comprenderlo possiamo partire dalla Faglia Gloria. Infatti, se geograficamente Europa e Africa sono separate dal Mediterraneo, non si può dire lo stesso dal punto di vista geologico. Anzi, geologicamente Europa ed Africa sono a diretto contatto e si fronteggiano nel Mediterraneo.

La “Faglia Gloria” è una grossa “spaccatura” della crosta terrestre che inizia in prossimità delle isoleAzzorre, vicino alla dorsale medio Atlantica, dove l’intersezione dei continenti Europa, Africa e America sembra disegnare sulla carta tettonica una T, con la gamba in direzione del Mediterraneo. Da questo punto la Faglia Gloria parte, in direzione est fino a Gibilterra. Qui si trasforma e da faglia in senso stretto, diviene una fascia di deformazione, ma prosegue verso la Sicilia e lì disegna un arco, intorno alla Calabria, prende la direzione degli Appennini e risale lo stivale, fino alle Alpi. Qui curva nuovamente e ridiscende, seguendo le coste croate, albanesi e poi greche dove vira, sfiora i margini meridionali di Creta, attraversa Cipro e sale in Turchia dove prende il nome di “Faglia Est Anatolica”. Per meglio comprendere questi eventi, è stato molto interessante ascoltare le spiegazioni del dott. Viviani e del dott. De Antoni dell’Osservatorio Geofisico di Novara.

Gruppo Trecatese Amici 52

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