PACO

Paco e le marcature in casa

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Come secondo articolo per la “CinoRubrica” di Controcorrente, scelgo di parlare di Paco, un Bulldog francese di 5 anni che ho avuto il piacere di conoscere qualche anno fa. Ovviamente, i nomi del cane ed eventualmente delle persone, sono di fantasia, ma tutte le storie che leggerete in questa rubrica sono storie vere, di persone comuni che si sono rivolte a me nel corso di questi anni e che mi piacerebbe condividere con voi. Chissà, magari anche voi vi ritroverete in una di queste storie!

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Un caldo giorno d’estate arrivò da me un simpaticissimo Bulldog francese con la sua proprietaria; quando li vidi, capii subito che Lucia provava un amore fortissimo per il suo cane, ma era anche turbata da una situazione che la metteva in estremo imbarazzo: ogni volta che Lucia e Paco entravano in un negozio, in una casa o addirittura a volte anche nella loro stessa casa, Paco dopo un breve giro di perlustrazione alzava la zampa eeeh… faceva pipì sul divano o sul mobile!

Lucia aveva provato di tutto, ma sia con le buone che con le cattive, non c’era verso: Paco la faceva e addirittura a volte più di una volta! Insomma, una cosa davvero imbarazzante, tanto che aveva preso a non portarlo più in giro con sé.

La prima cosa che spiegai a Lucia fu proprio questa: c’è una differenza sostanziale tra pipì e pipì di marcatura; la prima è un bisogno fisiologico: il cane sente di avere la vescica piena e cerca di liberarsi il prima possibile senza badare al dove ed infatti, solitamente è una pozza per terra; la seconda invece è un modo di comunicare, un modo per dire al mondo che lui c’è e si chiama Paco!

Le pipì di marcatura infatti, vengono fatte su superfici verticali come mobili, divani, oggetti e addirittura gambe, proprio perché più in alto sono e più possono essere sentite. Il problema di Lucia quindi non era l’incontinenza, ma piuttosto un problema legato alle marcature! Per risolvere questo problema, era necessario andare più a fondo, perché a parità di circostanza; ovvero, cane che marca in casa, le cause possono essere molteplici: ansia da separazione, insicurezza, stress, adolescenza e sbalzi ormonali, richiesta di attenzione e bisogno di appartenenza, sono solo quelle più comuni.

Capite bene che se non si ha chiaro il motivo per cui si osserva un determinato comportamento, la soluzione è un terno al lotto. Come per tutti i problemi educativi, è necessario capire il tipo di problema e di conseguenza, un occhio da professionista è quello che ci vuole.  Il primo “compito a casa” che diedi a Lucia fu proprio capire ed osservare bene il comportamento: quando lo faceva? C’era un’azione che precedeva la marcatura? In che contesto lo faceva? La guardava mentre lo faceva? E così via…

La settimana successiva, quando ci rivedemmo, fu chiaro il motivo della marcatura: era per cercare l’attenzione di Lucia… Ogni volta che Lucia distoglieva l’attenzione da Paco, questo marcava la cosa più vicino che trovava ed ovviamente otteneva ciò che voleva: ovvero che Lucia poi ritornasse su di lui!

Il percorso educativo quindi, incominciò e dopo solo 5 incontri già si vedevano i miglioramenti! Ad oggi Paco e Lucia hanno risolto i loro problemi e la marcatura in casa è un discorso ormai dimenticato!

Se vuoi capire anche tu i perché del tuo cane, visita il mio sito: www.almulinocinofilo.it

Al prossimo articolo!

By Elena Minotti di Al Mulino Centro Cinofilo

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