CONSIGLIO COMUNALE ROMENTINO

CONSIGLIO COMUNALE A ROMENTINO

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ROMENTINO – E’ iniziato con mezz’ora di ritardo il mio collegamento col Consiglio Comunale romentinese a causa di malfunzionamenti della mia rete internet. Non sono pertanto in grado di relazionare i primi due punti all’Ordine del giorno che come consuetudine, vedeva la presidenza del Sindaco Marco Caccia con l’ausilio della dottoressa Togna ed al punto 1, l’approvazione del verbale della precedente seduta. Al punto 2, c’era “l’Approvazione del progetto presentato allo sportello unico per le attività produttive del Comune di Romentino, relativo all’ampliamento dell’attività produttiva esercitata dalla Ditta N.C.C. s.r.l. con contestuale variante urbanistica semplificata”. 

Come detto, il mio collegamento è praticamente iniziato con la lettura del 3° punto dedicato a “Nuovo regolamento Tari e sua approvazione”. Il sindaco spiegava che sostanzialmente non vi erano state variazioni, salvo un adeguamento tariffario per la zona logistica, argomento già discusso in Commissione e sul quale c’era già stato consenso da parte della minoranza che ribadiva la sua approvazione.

Al 4° punto, era previsto “Assestamento generale di bilancio per l’esercizio 2020”; il sindaco informava circa le minori entrate per parziale mancanza dei finanziamenti dallo Stato oltre alle varie altre entrate ed uscite che avevano generato la richiesta di questo assestamento. Il consigliere di minoranza Ferrari, chiedeva in proposito due chiarimenti sulle entrate e due spiegazioni su voci nelle uscite, alle quali rispondeva sia il sindaco, poi l’assessore Calella oltre all’assessore Lucia Elia sulle rispettive competenze. Paola Occhetta, chiedeva spiegazioni circa i lavori in corso nei locali dell’ex Consultorio: il consigliere Amoroso illustrava l’intento di istituire un parziale servizio con l’ausilio di un operatore privato, innescando un conseguente breve dibattito circa le responsabilità che avevano indotto ASL alla chiusura. Sempre in tema di mancati finanziamenti, la consigliere Cazzaniga, faceva rilevare la consistente carenza di interventi statali sul piano economico ed emergenziale. In fase di dichiarazioni di voto, la Occhetta dichiarava l’astensione della minoranza ritenendo tale assestamento, una normale manovra contabile priva di interventi a carattere politico, ovviamente e volutamente sorvolando sui mancati interventi da parte del governo giallorosso nazionale alle singole comunità.

Nelle risposte alle interrogazioni, l’assessore Elia comunicava che non ci sarebbe stato per il prossimo anno scolastico variazioni particolari sul piano assistenziale verso i minori e per lo sportello psicologico.

Il sindaco informava che al momento, non era in grado di comunicare eventuali variazioni sulle quote comunali procapite al Cisa, essendo previsto un incontro con altri sindaci ed auspicando di poter mantenere invariate le quote anche se prevedeva un fisiologico aumento.  Circa l’interrogazione di Paglino sull’asilo, la consigliere Occhetta informava che dai risultati delle riunioni tenute, si rilevava un sostanziale pareggio nel bilancio, mentre era stato approvato un ritocco nelle tariffe mensa e nelle quote della retta, conseguenza delle normative Covid.

In chiusura, il sindaco leggeva un esposto della minoranza che lamentava l’irriverente comportamento del consigliere Amoroso che in chiusura della precedente seduta, aveva esposto un cartello con la scritta “Azzolina Bocciata” e da essi ritenuto irriguardoso per il consesso istituzionale. Amoroso ha tenuto a ribadire il suo diritto politico a farsi portavoce, nel sottolineare il generale dissenso di genitori e sindacati verso la più che evidente incapacità del ministro, precisando che anche fuori e dentro aule di maggior prestigio, la Costituzione prevede il democratico diritto al dissenso e che comunque, nel cartello non vi era nulla di offensivo verso la persona, mentre il riferimento era alla capacità gestionale del soggetto. 

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Quale spettatore del dibattito consigliare e nelle vesti di cittadino italiano oltre che giornalista, vorrei personalmente aggiungere un commento a margine di questo ultimo punto: ritengo che alla luce di quanto recentemente avvenuto nelle aule parlamentari romane, i rappresentanti della sinistra a tutti i livelli ed i sostenitori del governo giallorosso, non siano nella posizione migliore per ergersi a paladini della correttezza, dopo il comportamento altamente cafonesco di Giuseppe Conte nei confronti della parlamentare che gli stava parlando, tralasciando il vergognoso uso della giustizia messo in atto dalla maggioranza parlamentare che ha dimostrato di assoggettarsi al sistema Palamara per contenere gli avversari, altrimenti incapaci di combatterli con mezzi politicamente corretti (Berlusconi prima, Salvini ora e chi capiterà, nel futuro).  

Alla signora Monfroglio che insisteva sull’istituzionalità del contesto, desidero ricordare che gli atteggiamenti da me richiamati, si sono tenuti in aule e sedi più che istituzionali, a meno che non ritenga le aule parlamentari romane pari a circo equestre, col massimo rispetto per i circensi, nelle quali un primo ministro possa avere la sfrontatezza di sbeffeggiare una parlamentare, mancando di rispetto alla donna, prima ancora che all’avversario politico.  

Gian Roberto D’Ulisse

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