STRATEGIA POLITICA FALLIMENTARE

STRATEGIA POLITICA FALLIMENTARE

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La Lamorgese ha fallito. La sua strategia dell’accoglienza è catastrofica e deleteria per la nazione.

La presa di Kabul da parte dei talebani, riapre il discorso dei flussi migratori che ora spazia tra profughi di guerra e migranti clandestini, un discorso dal quale siamo stati abilmente distratti col martellamento mediatico sanitario. Si tenga presente che mentre non sono mai cessati gli sbarchi di clandestini in Sicilia e gli ingressi dai valichi del nord est portando il fenomeno a numeri da incubo in soli sei / sette mesi, in pochi e solo saltuariamente ne hanno parlato; mentre siamo volutamente deconcentrati dalla Pandemia Covid, arrivano ora anche le varie migliaia di profughi afgani coi ponti aerei. Dopo le navette del mare in atto con le nostre motovedette, ora abbiamo anche i ponti aerei da Kabul. Indubbiamente l’occidente li deve aiutare, ma se diciamo sì ai profughi di guerra, andrebbe posto un deciso “NO” ai migranti clandestini che invece continuano indisturbati ad invaderci.

Se gli arrivi da Kabul sono di profughi veri e vanno aiutati, è fortemente criticabile l’operato del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese che ormai da tempo, non sta facendo nulla per ostacolare l’aumento degli sbarchi arrivati alla soglia dei 35 mila nel solo Mediterraneo. E’ fuori di ogni ragionevole dubbio, che la gestione del ministro Lamorgese è un disastro. Come lo era stato nel governo Conte II, permane un disastro anche nel mandato di Draghi.

E’ una inconfutabile evidenza: tutti gli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo non hanno questo tipo di invasione; non ce l’ha la Spagna gestita da un governo di sinistra, non ce l’ha la Grecia, gestita da un governo di destra. Solo noi siamo soggetti all’invasione e quest’anno non ancora concluso, abbiamo già il doppio degli sbarchi dell’anno scorso e 7 volte gli sbarchi di quando c’era Salvini, Va inoltre rilevato che da quando si è prospettata l’immigrazione afgana, molti Stati europei hanno alzato muri o irrobustito gli esistenti, posto veti e schierato eserciti o rinforzato i blocchi navali.

Occorre una strategia di dissuasione per evitare le partenze da Tunisia e Libia e la cosa intelligente da fare non appartiene alla destra o alla sinistra: basta utilizzare il buon senso. Marco Minniti, ministro della sinistra, aveva provato a fare qualcosa e proprio i suoi l’hanno crocifisso. È arrivato poi Salvini con metodi diversi: erano sicuramente dissimili e forse più efficaci, ma hanno crocifisso anche lui e per meglio annullarlo, lo hanno messo sotto processo.  E’ stata la volta dei tecnici e con essi, ecco la Lamorgese che ha portato l’attuale stato di cose e il disastro che tutti gli italiani stanno vedendo. Come chiesto più volte dalla Meloni, l’unica soluzione si trova nell’adozione di “una linea dura” che tra le altre azioni, contempli anche il blocco navale, già attuato da altri Paesi del Mediterraneo. Non si entra in Grecia, non si approda in Spagna o Malta.

Quando si arriva a numeri fuori controllo come gli attuali, è innegabile: finisce malissimo. Sarebbe opportuno accettare quantità minime di immigrati ai quali poter assicurare adeguato supporto ed anche un posto di lavoro in base a quelle che possono essere le esigenze del mercato lavorativo interno: manodopera per l’agricoltura, per l’industria, per servizi generici in Comuni che ne pongono a disposizione. A questo punto, si può affermare la positività dell’immigrazione sia per loro ed anche per noi; se invece fai entrare in pochi mesi oltre 35 mila persone clandestine senza arte né parte, finisce in catastrofe e la situazione nazionale direi che la vediamo già così.

Abbiamo accolto migliaia di afgani: ma oltre al mantenimento passivo, cosa abbiamo da offrire?

di Gian Roberto D’Ulisse

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