CONTE ASSERVITO

Conte: asservito al sistema

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Dopo che alla Camera i grillini hanno votato in maniera quasi compatta la fiducia alla riforma della Giustizia, all’esterno, tra i sostenitori dei 5 stelle, si è scatenata una vera e propria campagna di contestazione contro Conte. Sui social l’hashtag #Conte Servo Del Sistema è diventato uno dei più cliccati con contenuti molto duri quali ad esempio, “Conte ti sei venduto al sistema”.

Che Conte e i grillini avrebbero votato in favore della riforma della Giustizia voluta da Marta Cartabia e che ha posto fine alla riforma Bonafede, ossia quella del fine processo mai, non avevamo nessun dubbio. Ancora una volta, i 5 stelle hanno cambiato idea e tradito ciò che avevano promesso in campagna elettorale.  L’elenco delle promesse tradite è toppo lungo per elencarlo tutto, basti pensare a: “niente alleanze”, “mai col Pd”, “mai con quelli di Bibbiano”, “limite dei due mandati”, “fermare la Tav”, “fermare la Tap”, “premier eletto dal popolo” (vedi Conte) e via discorrendo. Grazie a quattro slogan sgangherati, ad alcune promesse formulate alla “Cetto La Qualunque” e grazie alla sistematica politica del vaffanc…, hanno propinato agli italiani un insieme di menzogne, false promesse e demagogia, che ha finito per ammaliare gli elettori. Probabilmente, solo una minima parte di coloro che li hanno votati credeva alla propaganda grillina, mentre la maggior parte, erano persone che votandoli, pensava di fare uno sfregio nei confronti di una classe politica ormai screditata.

L’astensione o la scheda bianca in cabina elettorale, si è tramutata nel voto ad una forza politica tra le più grottesche della nostra storia. Il problema è che poi, quando vieni eletto, devi mantenere fede alle promesse fatte. Si chiama coerenza, serietà, responsabilità. Se in campagna elettorale dici una cosa per prendere voti e poi non lo fai, vuol dire che non ci credevi, oppure che ti stavi prendendo gioco degli elettori.

I 5 stelle sono la forma più riuscita di populismo, di quell’idea che il ruolo della politica sia quello di assecondare l’umore della gente, inseguire le pulsioni del momento, rincorrere la società anziché guidarla; sono una specie di scatola che puoi riempire di volta in volta con quello che vuoi, a seconda di cosa ti serve.

Una volta entrati in Parlamento, nel giro di poco tempo, quelli che dovevano “aprire il Palazzo come una scatoletta di tonno”, sono diventati i più fervidi sostenitori del sistema; sono diventati loro il sistema. Hanno aperto la scatoletta e si sono mangiati il tonno. Naturalmente, il loro capo non poteva essere che Giuseppe Conte, un trasformista, uno che può passare da premier di un raggruppamento di centrodestra ad uno di centrosinistra senza fare una piega e che per questo, si è meritato il nomignolo di “Barbapapà”, perché come nel cartone animato, è in grado di assumere qualsiasi forma in base a ciò che più gli conviene. Per fortuna “le bugie hanno le gambe corte” ed è ormai palese che il Mo Vi Mento 5 stelle, era solo un “enorme bluff”.  Alla fine dei giochi, quando hanno dovuto mostrare le carte, si è scoperto che non hanno mai avuto niente in mano.

Sono un gruppo di rivoluzionari che appena eletti, si sono scoperti difensori della preesistente situazione sia in Italia che in Europa. Veri incompetenti, che per un destino cinico e beffardo, si sono trovati alla guida del Paese proprio nel momento più difficile dal dopoguerra ad oggi.

“La speranza è l’ultima a morire” e conseguentemente, si spera che gli italiani che nelle elezioni del 2018 si sono lasciati ammaliare dal vaffanc… ora si ravvedano e li mandino veramente affanc…

di Edoardo Gavardi

 

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