LE SCELTE DI GIORGIA E MATTEO

Le scelte di Giorgia e Matteo

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Il comportamento di Giorgia Meloni, mi ricorda quello di certa sinistra, quella per intenderci dei cosiddetti “duri e puri”, quella che non è disposta a compromessi pur di seguire le loro linee guida, quella di Bertinotti quando nel ’98 non accordò la fiducia al Governo Prodi che poi si dimise. Giorgia Meloni, oltre ad essere una donna intelligente e capace, è dotata di una coerenza più unica che rara, una qualità molto inconsueta soprattutto in politica. Ha sempre affermato unitamente a Fratelli d’Italia, il partito da lei fondato, che mai sarebbe andata al governo con il Pd, Leu ed i 5stelle, per il semplice motivo che le proposte avanzate dai partiti non sarebbero state coincidenti e sarebbe stato impossibile trovare una sintesi. Vero, tutto vero.

Tuttavia, la politica è l’arte del compromesso, la capacità di approfittare di una situazione favorevole per mettere in difficoltà gli avversari o meglio ancora, riuscire a prevalere su di loro. Renzi insegna. Inoltre, in questa particolare circostanza, non ha nessuna importanza continuare a chiedere elezioni anticipate, perché Mattarella non le avrebbe mai concesse; quindi, meglio capitalizzare i vantaggi che si sarebbero potuti ottenere dopo l’incarico a Draghi. Sarà fantapolitica, ma se tutto il centro destra compatto avesse deciso di appoggiare Draghi, sicuramente avrebbe destabilizzato i loro antagonisti e probabilmente, Leu non avrebbe sostenuto Draghi mentre il Pd avrebbe subito una lacerazione devastante; tutto questo, senza mettere in pericolo la maggioranza che Draghi va cercando, perché tutti gli altri avrebbero comunque dato il loro sostegno. Questa era la volta buona per uscire dal ghetto, le porte erano spalancate e bastava solamente avere il coraggio di passare la soglia.

In politica bisogna essere opportunisti e contrariamente alla Meloni, Matteo Salvini lo ha capito benissimo e ha preso la palla al balzo. Da troppo tempo era emarginato, accusato di essere antieuropeo, alleato in Europa con i peggiori sovranisti e per questo perennemente emarginato. Ora, la mossa di Salvini spariglia il campo. Legittima la Lega nel campo delle forze responsabili, si intesta la leadership del centrodestra, spariglia il campo nella ex maggioranza giallorossa e può a pieno diritto, sedersi al tavolo tra coloro che dovranno decidere i soldi del Recovery plan, cosa che la Meloni non può fare. Evidentemente la Meloni ha seguito il suo coerente iter politico ed è andata dove la porta il cuore, le sue idee ed il mandato del suo elettorato, anche se al momento non si capisce appieno se tale posizione la porterà alla sua meta.

La partita è ancora lunga e l’esito ancora tutto da scrivere.

Edoardo Gavardi

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