PROCESSO SALVINI

Processo a Salvini

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Sabato 3 ottobre si è svolta a Catania l’udienza preliminare a carico di Matteo Salvini per gli avvenimenti riguardanti la nave Gregoretti. Sembrava già tutto deciso: un processo politico (perché di questo si tratta), per eliminare per via giudiziaria un avversario che non si riesce a sconfiggere politicamente. Contrariamente alle aspettative di chi già pregustava la condanna del “Capitano”, l’udienza ha riservato sorprese ed è stata ricca di colpi di scena.

La procura di Catania aveva chiesto l’archiviazione ed anche il pubblico ministero ha chiesto al Gup (giudice udienza preliminare) il “non luogo a procedere” per il reato di sequestro di persona. Tuttavia, il Gup ha deciso di convocare come testimoni il premier Giuseppe Conte, Danilo Toninelli, Elisabetta Trenta, Luigi Di Maio e Luciana Lamorgese, per stabilire se Salvini agì da solo. Quello che sembrava un processo già deciso, si sta trasformando in un boomerang per i 5 stelle, che nonostante la Procura di Catania ne avesse chiesto l’archiviazione, attraverso il tribunale dei ministri hanno comunque deciso, in combutta col PD di portarlo a processo. Ora, tra i 5 stelle cresce l’imbarazzo e la preoccupazione di essere coinvolti in questa vicenda perché mai avrebbero pensato che i loro esponenti sarebbero stati interrogati, oltre che dal Gup, anche dalla legale di Salvini, l’agguerrita senatrice Giulia Bongiorno che certamente non mancherà di torchiare a dovere il Premier e i sopracitati ministri ed ex ministri.

Salvini presumibilmente non sarà condannato perché non ha commesso nessun reato e non andava nemmeno mandato a processo, ma la magistratura con questo atto di forza ha voluto dimostrare di essere più potente del Parlamento che si è piegato al suo volere.

Ma viene spontaneo chiedersi: perché quando erano al governo assieme, Conte e gli altri non hanno fermato Salvini? Perché se Salvini è un sequestratore, allora lo sono anche gli altri, oppure non lo è ed in questo caso i 5 stelle non avrebbero dovuto votare la messa in stato d’accusa. Anche la magistratura, si sveglia solo adesso? Se i magistrati ritenevano che ci fossero delle persone sottoposte a sequestro, perche non sono intervenuti chiamando in causa le forze dell’ordine? Ed ancora: durante il governo 5 stelle / PD, la nave Ocean Viking è stata costretta ad aspettare dieci giorni prima di sbarcare i migranti. Due pesi e due misure? Perché Salvini si e la Lamorgese no?

Il fatto che la Procura di Catania ne avesse chiesto l’archiviazione ma il tribunale dei ministri ne abbia comunque deciso il rinvio a giudizio, la dice lunga sul fatto che questo processo è politico. A rincarare la dose, ci sono le intercettazioni telefoniche nelle quali si sente Palamara affermare: “Salvini ha ragione, ma dobbiamo attaccarlo”. Esattamente come fecero con Berlusconi e come probabilmente prima o poi, cercheranno di fare con la Meloni.

Molti, troppi tra i componenti dell’attuale maggioranza sperano che la magistratura riesca dove loro non riescono ad arrivare. Lo strapotere della magistratura che tende a dominare la politica parte da lontano, dal 1992 quando con “mani pulite” molti magistrati scelsero di interferire in politica e condizionare pesantemente le scelte. E’ arrivato il momento di dire basta a questo comportamento che ogni volta si propone di condizionare governi o partiti non graditi. I problemi della politica non si risolvono in questo modo: un avversario politico lo devi battere, essendone capaci, con le regole della democrazia. Cercare di battere un avversario politico cercando di incarcerarlo o distruggendone l’onorabilità e la credibilità, richiama regimi dittatoriali inaccettabili per un Paese democratico.

Edoardo Gavardi

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