SITUAZIONI DEBITORIE

Situazioni debitorie di Amministratori locali

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GALLIATE Nel Consiglio comunale del 26 settembre scorso, è stata lungamente discussa la Mozione presentata dai Consiglieri di minoranza Ugazio, Garzulano, Gatti, Zuin e Cantone con oggetto «Situazioni debitorie di alcuni Amministratori locali».

Secondo quanto emerso da un controllo svolto dalla Consigliere Ugazio3 Consiglieri di maggioranza ed un Assessore, hanno un debito con il Comune per un totale di 9.678€.“Le richieste della mozione erano riassunte in 3 punti: l’accertamento della situazione debitoria dei 4 membri del Consiglio interessati, il suo resoconto in Consiglio comunale e la richiesta di dimissione degli eventuali debitori”, spiega la minoranza. “Zuin ha chiesto sesiano mai state controllate le situazioni debitorie di tutti i cittadini galliatesi dal 2014, ricordando che è una questione di morale pubblica: i Consiglieri rappresentano i cittadini e devono dare l’esempio”.Nel dibattito si è arrivati a modificare la mozione cancellando il terzo punto, ponendo l’attenzione col Consigliere Cantone, che “la privacy non verrebbe infranta, poiché si tratta di trasparenza e correttezza nei confronti dei cittadini (gli accertamenti tributari possono essere richiesti in Comune e sono pubblici)”. L’Assessore Monfroglio, ha annunciato che gli accertamenti sull’anno 2014 saranno avviati ad ottobre. La maggioranza ha votato contro la mozione che dunque non è stata accolta. Le motivazioni spiegate dall’Assessore Monfroglio sono diverse:riprendendo la legislazione vigente e rispondendo al primo quesito, l’Assessore ha spiegato che Gli avvisi di accertamento in rettifica o d’ufficio, devono essere notificati, a pena di decadenza,«entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati». I criteri in base ai quali gli uffici comunali programmano le attività di controllo e di accertamento dei tributi locali, hanno carattere generale ed astratto (trattasi di controlli per tributo e per anno d’imposta) e non possono che riferirsi alla generalità dei contribuenti. Del resto, una attività di controllo avviata sulla base di criteri meramente soggettivi come quello costituito dalla carica pubblica rivestita dal contribuente, risulterebbe in contrasto con il fondamentale principio di imparzialità dell’azione amministrativa.

In risposta al secondo punto, è stato spiegato che “tale adempimento,ove finalizzato a informare i Consiglieri comunali sui debiti degli Amministratori, è del tutto superfluo in quanto ciascun Consigliere comunale può chiedere e ottenere dagli uffici tributari tutte le informazioni che ritenga utili edove finalizzato a rendere noti alla cittadinanza i nominativi di eventuali amministratori insolventi, si porrebbe in contrasto con la vigente normativa in materia di privacy”.

Per quanto riguarda l’ultimo punto, relativo alla richiesta di dimissioni, l’Amministrazione ha voluto sottolineare che “la decadenza dal Consigliere comunale debitore dell’Ente, è prevista direttamente dalla legge, in presenza di determinati presupposti. In questo caso, non sussiste il rischio di violare la normativa sulla privacy: infatti, se è vero che la causa di incompatibilità per debito tributario è un «dato personale», non può ignorarsi il fatto che tale causa è espressamente prevista dalla legge. Pertanto,il trattamento del dato personale, nella forma della comunicazione e della diffusione, nel contesto di una seduta consiliare finalizzata a dichiarare la decadenza del Consigliere comunale, è del tutto lecito. Non è inopportuno rammentare infine, che le dimissioni del Consigliere comunale costituiscono una manifestazione di volontà individuale e personale e pertanto, non se ne può «esigere» la presentazione. Si può formulare un invito o una richiesta a presentarle nell’ambito di una normale confronto politico”.

Anche il partito socialista nella voce di Cosimo Bifano, ha espresso un suo parere in seguito alle richieste dei cittadini di spiegazioni. “Vorrei solo ricordare che ogni candidato Consigliere deve sottoscrivere una autocertificazione in cui dice di non avere contenziosi o morosità verso il Comune.
Chi dichiara il falso e questo viene certificato dal Consiglio comunale,da tutto il Consiglio,si assume la responsabilità difronte alla legge. Se poi leggo che a ottobre va tutto in prescrizione,la cosa mi indigna ancora di più, considerato che da Consigliere comunale, ho sempre lottato affinché tutti devono pagare le tasse in egual misura,nel rispetto della legge e dei cittadini che fanno sacrifici a pagarle.Mi meraviglio, anche dei firmatari della Mozione ed in prima linea della prima firmataria che ha vissuto come Vice Sindaco la scorsa Amministrazione e che si è candidata alla guida della città. Chissà, se avesse vinto, proponeva questa Mozione? Di fatto, oggi non rimane che, sia a lei che ai firmatari, di proporre una
Mozione di Sfiducia e chiedere le Dimissioni del Sindaco e della Giunta e procedere nelle sedi deputate, per non essere complici di questi fatti. Mi auguro che i cittadini possano comprendere e che siano vigili rispetto a questo”.

Erika Zorzetto

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