PSICOLOGA

DOTTOR GOOGLE, cybercondria e la ricerca d’informazioni sanitarie sul web

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Da anni ormai, Internet fa parte della nostra quotidianità ed è un valido aiuto per tante situazioni: vogliamo sperimentare una nuova ricetta? Guardiamo il video tutorial per realizzarla in tutti i suoi passaggi!

Cerchiamo un negozio, un ristorante, un professionista, un indirizzo? Apriamo Google per ottenere tutte le indicazioni e le recensioni di servizi e fornitori! E così avviene anche per la nostra salute.

Quanti di noi almeno una volta nella vita, si sono affidati al “Dottor Google” per scoprire l’origine di un malessere fisico e/o psicologico?

Studi statistici rivelano che oltre 15 milioni d’italiani consultano il “Dottor Internet” e si fanno un’auto-diagnosi sui potenziali disturbi.

Non importa che sia mal di testa, gastrite, mal di schiena, tristezza, insonnia o ansia, la dinamica è sempre la stessa: si digita su un motore di ricerca l’elenco dei sintomi allo scopo di individuare le cause del malessere. Spesso, i risultati ottenuti dal web sono terribili: il “Dottor Google” ci risponde che il nostro sintomo è un segno di qualche patologia gravissima ed incurabile!

Queste risposte chiaramente ci allarmano e ci angosciano profondamente, tanto da spingerci ad approfondire la ricerca in Rete per ottenere maggiori informazioni e una diagnosi definitiva che possa tranquillizzarci.

Un altro pericolo per la nostra salute, è quello di considerare veritiera la diagnosi del “Dottor Google” e iniziare a prendere farmaci, integratori o seguire diete fai da te, sulla base delle informazioni trovate su Internet, senza aver consultato il medico curante, con il pericolo di peggiorare i sintomi o crearne di nuovi. Internet è una fonte inesauribile d’informazioni alla portata di tutti: con un semplice click, una connessione e un PC o smartphone, possiamo compiere ricerche su qualsiasi argomento.

Tuttavia, se da un lato la vastità di dati reperibili in Rete è un grande potenziale, è anche un limite enorme perché il Web è studiato in modo da fornire una risposta generica ed immediata, nel minor tempo possibile.  Pertanto, “Dottor Google” non ci fornisce una risposta specifica che tenga conto della nostra storia di vita e del nostro stato generale di salute: il “Dottor Internet” ci dà una risposta “preconfezionata”, superficiale e generica, che va bene un po’ per tutti.

La costante ricerca su Internet d’informazioni sulla propria salute fisica e mentale, può portare la persona a sviluppare la cosiddetta “cybercondria”, ovvero uno stato d’ansia e forte agitazione derivante da ciò che si è trovato online. Il termine unisce i termini “cyber” che indica la Rete ed “ipocondria”, cioè un’estrema preoccupazione ai malesseri corporei.

La “cybercondria” può ostacolare lo specialista quando deve fare diagnosi: infatti, se ci siamo fatti suggestionare dalle risposte trovate sul Web, potremmo esagerare, eliminare o diminuire alcuni sintomi, a scapito di altri, rendendo così più complicato il vero lavoro di diagnosi ed anamnesi del medico.

Ricordiamo poi, che il medico ha studiato tanti anni e seguito numerosi corsi di specializzazione per acquisire le competenze necessarie a fare diagnosi e curare le persone; inoltre, conosce molto meglio di Internet qual è il nostro stato complessivo di salute e sa quali cure sono più efficaci per il nostro specifico caso.

In conclusione, il potere informativo della Rete non è di per sé un male: l’importante è che il “Dottor Internet” non si sostituisca MAI ad un professionista della salute (medico, psicologo, farmacista…).

a cura della Dott.ssa Laura Guaglio – Terapeuta EMDR

 

 

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