The dog pulls the child for a leash on the sand on the beach and the ocean. Pet training at the beach

Max e il guinzaglio

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Il racconto di questo mese ha come protagonista un Siberian Husky di nome Max, 2 anni circa: simpaticissimo, vivacissimo, pelosissimo… insomma tutto “issimo”, anche la passeggiata era come lui… tirava tantissimo! La proprietaria le aveva provate tutte: pettorina easy walk, guinzaglio estensibile, collare a strozzo, semi-strozzo… niente; Max continuava a tirare come un trattore e le passeggiate erano diventate un vero incubo. Sull’orlo di una crisi di nervi lei e con fiatone e occhi in fuori Max, vennero al Centro con un guinzaglio cortissimo e un collare fisso.

Il “tirare al guinzaglio” è il problema più diffuso tra i proprietari e anche nel mondo cinofilo, ogni giorno scoppia un dibattito sul tipo di strumento da utilizzare in questi casi: c’è chi sostiene che la pettorina rovina la schiena del cane e offre un punto sfavorevole di traino mettendo il proprietario ancora più in difficoltà; altri sostengono che il collare a strozzo sia coercitivo e che assolutamente non debba mai essere utilizzato in nessuna circostanza. C’è chi predilige il guinzaglio corto 1 metro e chi 2 metri e per finire, in commercio si trova veramente di tutto: pettorine con forme e agganci improponibili e guinzagli scomodissimi che tagliano le mani al primo “tirone” del cane!

Allora come uscire da questa confusione e risolvere una volta per tutte il problema di Max e di tanti altri cani che come lui trascinano i proprietari per tutto il paese? Semplice: non c’è un’unica soluzione, non c’è “un credo” unico, non si può fare di tutta l’erba un fascio e non si possono trovare miracoli in internet. L’unica cosa che si deve fare, è rivolgersi ad un professionista perché di fronte ad uno stesso “sintomo”, ovvero cane che tira al guinzaglio, ci possono essere una miriade di motivi e in base al riconoscimento di questi, si possono fare esercizi specifici ed utilizzare strumenti adeguati.

Nel caso di Max in particolare, l’uso di un collare fisso e guinzaglio corto era deleterio. Iniziammo prima di tutto con lunghe passeggiate in campagna con pettorina ad H e longhina di 15 metri e man a mano che Max finalmente riusciva a sfogarsi, annusare e correre, migliorava anche la relazione con Sara, la proprietaria. Questo fu solo l’inizio del percorso educativo certo, ma la cosa più importante fu proprio capire il motivo per cui Max tirava.

Un piccolo aneddoto però posso darlo anche qui, a tutti voi. Non è lo strumento che fa la differenza… siete voi! Il modo in cui tenete il guinzaglio, la vostra postura, il tempismo con cui dire “bravo” o “piano”, la lettura del cane (cosa sta provando in quel momento il vostro cane) e addirittura dove state passeggiando e da quanto… Personalmente, credo che un cane pienamente soddisfatto nei suoi bisogni, appagato e sereno, possa essere portato in giro anche con una cordicella improvvisata: sta a voi comprenderlo, capirlo e guidarlo nel nostro mondo che è tutto, tranne che naturale per il cane!!!

Per saperne di più, potete contattarmi a info@almulinocinofilo.it oppure potete visitare il sito www.almulinocinofilo.it

La via per una passeggiata serena c’è, la volete conoscere?

By Elena Minotti di Al Mulino Centro Cinofilo

 

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