DEPRESSIONE PENSIONAMENTO

La depressione da pensionamento

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a cura della Dott.ssa Laura Guaglio – Terapeuta EMDR

“Non vedo l’ora di andare in pensione!” Quante volte abbiamo pensato o sentito dire questa frase? Per chi ha ancora diversi anni di lavoro, il pensionamento è percepito come un sogno lontano e meraviglioso, un traguardo ambito e spesso idealizzato: tanto tempo libero a disposizione da gestire e organizzare secondo i propri desideri, meno responsabilità, niente più scadenze o tediose riunioni a cui dover partecipare… Finalmente non si è più schiavi di impegni lavorativi e si può pensare soltanto a rilassarsi e godersi la vita! 

Tuttavia, non tutti riescono a rallegrarsi della fine della carriera lavorativa come avevano previsto: “Ma come?? L’ho sempre desiderato ed ora che ci sono arrivato sto male… non avrei mai immaginato tutto questo…”  Può infatti accadere che la pensione sia percepita come la perdita del proprio ruolo nella società, di una parte della propria identità personale e professionale e per alcuni, ciò può essere vissuto negativamente. Questo vale soprattutto per chi ha scelto di porre al primo posto o quasi, il proprio lavoro, forse perché gratificante. E così, dopo anni di onorato servizio, alcune persone si ritrovano con troppo tempo libero e non sapere come occuparlo. Ogni proposta da parte di familiari e amici, come ad esempio riscoprire hobby personali, sembra poco interessante e con il tempo, il pensionato può tendere ad isolarsi maturando pensieri negativi circa la mancanza di uno scopo nella vita o percependosi come “inutile”, rimpiangendo quasi gli anni di lavoro.

Una fase iniziale di adattamento è del tutto normale. Di fatto, la pensione è un grande cambiamento nella routine quotidiana: la vita subisce grandi modifiche sia a livello concreto (orari più dilatati, non si percorre più lo stesso tragitto per raggiungere la sede lavorativa ma si resta a casa…) sia e soprattutto, a livello mentale e psicologico, causando l’emergere di sentimenti di tristezza, calo di autostima, senso di vuoto ed inutilità, che sono tipiche della depressione. Nelle situazioni più gravi, si può innescare la cosiddetta “depressione reattiva”, che si origina a seguito di un evento particolarmente stressante per l’individuo come un lutto, una separazione, una malattia o anche il pensionamento.

La persona cade in uno stato di profonda apatia e tristezza, inizia a trascurare se stessa ed a perdere interesse per ciò che la circonda; diminuisce il senso di autoefficacia e fiducia nelle proprie capacità. La persona ha la sensazione di essere sempre “scarica”, senza energie ed incapace di affrontare la routine ed i piccoli imprevisti quotidiani. Ciò scatena una forte ansia e la convinzione che “tutto sia inutile”. Spesso non ci si sente capiti: amici e familiari cercano di spronare la persona a reagire, magari con frasi scherzose, che in realtà irritano e fanno sentire in colpa chi soffre di depressione da pensione. Di conseguenza, può cambiare anche l’atteggiamento verso le persone care: il pensionato si mostra freddo e distaccato, si infastidisce facilmente ed appare sempre di cattivo umore e gli stessi familiari non sanno come comportarsi né come aiutarlo a reagire ed a stare meglio. La stessa famiglia può vivere una fase di malessere, dovuta al cambiamento dei ritmi e delle dinamiche familiari. Può accadere infatti, che vi siano discussioni più frequenti ed incomprensioni.

Come possiamo prevenire la depressione da pensionamento? Innanzitutto è importante ridimensionare le proprie aspettative sulla pensione, prendendo consapevolezza che la fine della carriera lavorativa può essere un evento positivo, ma anche destabilizzante. Una strategia utile per affrontare al meglio questa fase di vita, è quella di “prepararsi in anticipo”: negli ultimi mesi lavorativi si può iniziare a progettare concretamente le attività che vorremmo fare quando saremo in pensione. L’ideale sarebbe scegliere attività che desideriamo fare da tempo e che prevedono la presenza di altre persone: iscriversi in palestra, a corsi artistici o di lingue, iniziare un’attività di volontariato, fare giardinaggio, oppure incontrare amici e conoscenti, fare quel viaggio sognato da tempo… Il segreto è quello di crearsi una nuova routine quotidiana, con impegni che siano piacevoli e che ci diano la spinta per vincere l’apatia. Ricordiamoci che meno attività si fanno e meno si ha voglia di farne!

Come si può curare e superare la depressione da pensionamento?

Quando ormai la persona si ritrova prigioniera dell’apatia, della tristezza e si rende conto che anche la più piccola azione diventa uno sforzo insormontabile, allora è meglio chiedere aiuto ad uno specialista, uno psicologo psicoterapeuta. In fondo, la pensione in quanto perdita dell’attività lavorativa svolta per anni, è a tutti gli effetti un lutto ed in quanto tale, va elaborato adeguatamente. Grazie ad un percorso di sostegno psicologico, la persona può riuscire a stare meglio e ad attuare comportamenti più funzionali per superare il doloroso cambiamento di vita.

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