parino

Risponde l’avvocato penalista

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Gentile Avvocato, mio figlio diciassettenne ha compagna di classe una ragazza di origine pakistana con la quale esiste una simpatia reciproca; questa relazione però, è osteggiata dai genitori della ragazza per motivazioni culturali e religiosi.

Spesso infatti, le impediscono di uscire e temiamo che al pomeriggio la tengano chiusa in camera per non permetterle di incontrare nostro figlio anche in situazione di continua vessazione psicologica. Stanno commettendo un reato?

Giuseppe Gobbi

Gent.mo Sig. Gobbi, la condotta dei genitori della ragazza, così come la descrive, potrebbe integrare la fattispecie di sequestro di persona: un caso analogo è stato infatti affrontato, recentemente, dalla Cassazione che, con la sentenza 39197/15 ha confermato la pena già comminata in primo grado e in appello ad un padre egiziano che teneva chiusa la figlia in un capannone per non farla uscire.

La Corte ha infatti specificato che, anche se la ragazza avesse acconsentito a restare chiusa lì dentro (ma la prova contraria era emersa nelle testimonianze di un carabiniere che aveva sentito la giovane urlare) il consenso non sarebbe stato da considerarsi prestato in piena libertà proprio per il contesto. La rinuncia del soggetto titolare di diritti a talune delle proprie libertà, sulla base di convinzioni etiche o religiose è consentita,  entro certi limiti, ma proprio in assenza di violenza o minaccia (anche psicologica). Peraltro, come da giurisprudenza consolidata, anche un lasso di tempo ristretto (solamente pochi minuti) di privazione di libertà, è sufficiente a integrare la fattispecie di sequestro di persona.

avv. Alessandro Parino
alessandroparino@hotmail.com
www.studiolegaleparino.it

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