I CONSIGLI DEGLI ARCHITETTI

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arch. Paola Geddo & arch. Monica Facchetti

Da qualche anno, in tutti gli ambiti territoriali, è stato rivalutato il concetto di riuso dell’esistente in alternativa alla costruzione del nuovo. Tra i tanti obiettivi di riqualificazione edilizia e culturale si inserisce il progetto ‘Valore Paese – Cammini e Percorsi’, inquadrato nel Piano Strategico del Turismo 2017-2022 e sviluppato in seguito al progetto Case Cantoniere dell’ANAS. E’ questo un piano di valorizzazione di immobili situati lungo itinerari storico-religiosi, ciclopedonali e naturalistici, finalizzato a promuovere una forma di “turismo lento ed esperienziale”. Tra questi edifici si inseriscono le case cantoniere, sparse su tutto il territorio nazionale, molte delle quali ormai dismesse. 

La casa cantoniera dal tipico colore rosso pompeiano è da sempre simbolo della nostra storia e, ancora oggi, un’icona del nostro passato.

Nel 1830, con Regio Decreto del re di Sardegna, Carlo Felice, nasce la figura del cantoniere, a cui è affidato il compito di manutenere e controllare un ‘cantone’ della strada (un tratto di 3-4 chilometri).

Per svolgere questi incarichi, i cantonieri dovevano abitare in case site ai margini di ciascun cantone. Nasce così la Casa Cantoniera. 

Con il Regolamento dei Cantonieri” del 1982 questa figura si modernizza e vengono istituite squadre operative con centri di manutenzione e mezzi meccanici. Negli anni molte di queste strutture hanno smesso di svolgere la loro funzione primaria e versano in stato di abbandono. All’interno del progetto di recupero, che coinvolge operatori privati, imprese e associazioni, si inserisce la riqualificazione di parte di queste realtà all’insegna del turismo sostenibile, per trasformare vecchi edifici in strutture turistiche su percorsi da scoprire rigorosamente a piedi o in bicicletta.

Purtroppo, come troppo spesso accade, l’iter burocratico delle assegnazioni in concessione è molto lento ed il sistema attuato non agevola il percorso di valorizzazione degli immobili. Ad oggi infatti, solo un numero minimo di strutture ha trovato nuova vita e le più caratteristiche si trovano sulla via Francigena (Cassio e Passo della Cisa). 

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