DOTTOR INTERNET

Dottor Internet e la ricerca di informazioni sanitarie sul web

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a cura della Dott.ssa Laura Guaglio – Terapeuta EMDR

Studi statistici rivelano che circa 15 milioni di italiani consultano il “Dottor Google” per cercare una risposta ai malesseri fisici o psicologici, compiendo un’auto-diagnosi sui potenziali disturbi. Non importa se si tratta mal di testa, tosse, gastrite o mal di schiena, la dinamica è sempre la stessa: si digita su un motore di ricerca l’elenco dei sintomi allo scopo di individuare le cause del malessere. Spesso, i risultati ottenuti dal web sono nefasti: il “Dottor Internet” ci risponde che il mal di testa potrebbe indicare la presenza di un tumore cerebrale! Queste risposte chiaramente allarmano la persona e sono fonte di angosce profonde che spingono ad approfondire la ricerca in Rete per ottenere maggiore chiarezza e una diagnosi definitiva.

Un altro rischio per la nostra salute, è quello di accettare la diagnosi del “Dottor Google” e di conseguenza, prendere farmaci, integratori o seguire diete fai da te senza il consiglio del medico curante, con il pericolo di peggiorare i sintomi o crearne di nuovi.

Internet è una fonte inesauribile e potenzialmente illimitata di informazioni, a portata di mano per chiunque possieda una connessione e un PC o uno smartphone. La sua forza è quella di permettere all’utente di ottenere qualsiasi informazione con un click, a partire da eventi storici, ricette culinarie, indicazioni stradali, fino a informazioni sanitarie. Questa estrema facilità nel reperire dati, se da un lato ci permette di trovare subito ciò che cerchiamo, dall’altro ci porta ad approfondire solo ciò che riteniamo di voler conoscere. La Rete infatti, è studiata in modo da fornire una risposta generica ed immediata, nel minor tempo possibile. Pertanto, i primi link che compaiono possono essere superficiali o non rispondere adeguatamente al quesito che abbiamo posto. Inoltre, grazie ad una serie di algoritmi, il Web “guida” le nostre ricerche proponendoci siti, blog e informazioni in linea con i nostri interessi. Ad esempio, fateci caso, sui social network le pubblicità sono calibrate sulla base delle nostre abitudini ed interessi personali (es: calcio, abbigliamento…). Utilizzare internet come fonte di ricerca può essere estremamente utile, ma è necessario adottare alcune accortezze: bisogna imparare ad impostare correttamente la ricerca di dati, selezionare i siti scegliendo quelli più attendibili, verificare l’affidabilità delle fonti da cui sono tratte le informazioni su un dato sito, in modo da evitare di incappare in “fake news” o “bufale”. In che modo? Un sito “serio” che parla di salute, deve riportare una bibliografia da cui ha tratto le informazioni, sottolineare che quelle notizie riportate NON sono sufficienti per effettuare diagnosi  e specificare la necessità di rivolgersi ad un professionista per una corretta diagnosi di un’eventuale patologia.

La costante ricerca su Internet di informazioni sulla propria salute fisica e mentale, può portare la persona a sviluppare la cosiddetta “cybercondria”, ovvero uno stato d’ansia e forte agitazione derivante da ciò che si è trovato online. Il neologismo unisce i termini “cyber” che indica la Rete ed “ipocondria”, cioè un’estrema preoccupazione ai malesseri corporei. La “cybercondria” può essere d’ostacolo allo specialista quando deve fare diagnosi: infatti, una forte suggestione da parte del web, può esagerare, eliminare o diminuire alcuni sintomi a scapito di altri, rendendo così più complicato il vero lavoro di diagnosi ed anamnesi del medico.

In conclusione, il potere informativo della Rete non è di per sé un male: l’importante è che il Dottor Internet” non si sostituisca MAI ad un professionista della salute (medico, psicologo, farmacista….). 

E’ inoltre importante non farsi suggestionare troppo da ciò che si legge: l’unico modo per accertarsi del proprio stato di salute, è quello di effettuare una serie di esami prescritti dal medico o richiedere una visita specialistica.

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