ELEMENTO 43

Elemento 43

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Il 2019 è l’Anno Internazionale della Tavola Periodica degli Elementi, il sistema di classificazione degli elementi chimici ideato da Dmitrij Ivanovic Mendeleev nel 1869, quando iniziò a lavorare alla riorganizzazione dei sessantatré elementi allora conosciuti preparando una scheda con le caratteristiche di ognuno, accorgendosi che proprietà chimiche simili si ripetevano ad intervalli regolari e che queste caratteristiche variavano gradualmente al crescere del numero atomico (ovvero all’aumentare del numero di protoni all’interno dell’atomo). Nel comporre questa tavola periodica, lo scienziato russo lasciò degli spazi vuoti nei posti in cui aveva la sensazione che mancasse un elemento; la maggior parte di questi spazi, è stata riempita negli anni confermando le sue ipotesi. 

Uno di questi spazi, era l’elemento 43 che provvisoriamente, era stato chiamato eka-manganese. Lo scienziato italiano, Emilio Segrè (nella foto), formatosi sotto la guida di Enrico Fermi, era a conoscenza che in quel periodo Ernest Lawrence stesse utilizzando il molibdeno con il suo ciclotrone (acceleratore circolare: è una macchina usata per accelerare fasci di particelle elettricamente cariche): il molibdeno è l’elemento 42. 

Segrè aveva ipotizzato che Lawrence avesse inconsapevolmente, creato l’elemento 43: se isotopi pesanti dell’idrogeno avessero accelerato nel ciclotrone di Lawrence e irradiato una lastra di molibdeno, questa avrebbe potuto contenere tracce di eka-manganese.  Segrè, chiese quindi a Lawrence di inviargli i pezzi che erano diventati radioattivi; quest’ultimo, era ben felice di sbarazzarsi di materiali di scarto.

L’intuizione si rivelò corretta, così nel 1937 Segrè, con l’aiuto del collega Carlo Perrier, riuscì ad estrarre un elemento sconosciuto. 

Fu il primo avvistamento dell’elemento 43. Dopo alcune analisi, si scoprì perché quell’elemento non era stato scoperto precedentemente: l’eka-manganese era instabile, con un tempo di dimezzamento basso (pochi milioni di anni); quindi, un qualunque campione presente in natura durante la formazione della Terra, sarebbe decaduto eoni fa (1 eone = mezzo miliardo di anni o più).  Dieci anni dopo la sua scoperta, nel 1947, fu attribuito un nome definitivo all’elemento 43: tecnezio, dal greco technetos che significa “artificiale”. 

La scoperta del tecnezio, dimostrò che l’estensione degli elementi non si limitava a quelli trovati sulla Terra e con l’arrivo di nuovi elementi, si sono aperte le porte a nuove tecnologie che nessuno prima avrebbe neanche potuto immaginare; queste tecnologie, hanno portato allo sviluppo di oggetti che spaziano dai rilevatori di fumo alle armi più devastanti che si conoscano.

Ma il tecnezio rimane la scoperta più grande. In particolare, il suo isotopo metastabile, con tempo di dimezzamento di 6 ore è un tracciante radioattivo ideale;  infatti, il tecnezio è il radioisotopo medico più usato al mondo e contribuisce a salvare milioni di vite ogni anno. 

Non male per qualcosa di visto per la prima volta in un pezzo di lamiera scartato!

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