PROMESSE ELETTORALI

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Oggi parliamo del “famoso” Reddito di cittadinanza. Cos’è?

Il reddito di cittadinanza è un trasferimento economico a tutti, per averne diritto OCCORRE SOLO essere cittadini, non occorre che siano ricchi o poveri, non è necessario partecipare a corsi di formazione professionale o altro. La proposta del Movimento 5 Stelle invece, è ben diversa ed i requisiti sarebbero:

  • Avere compiuto 18 anni di età;
  • Essere disoccupati o inoccupati;
  • Avere un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà che in Italia è stabilita dall’ISTAT;
  • Per chi ha compiuto 18 anni invece, fino al compimento dei 25 anni di età, per ottenere il reddito occorre essere in possesso o di una qualifica professionale, diploma di istruzione secondaria di secondo grado o la frequenza di un corso di istruzione o formazione per il conseguimento di uno dei predetti titoli o qualifiche.

I beneficiari per mantenerlo devono, se disoccupati, iscriversi al centro per l’impiego, spendere almeno 8 ore settimanali alla comunità per progetti e lavori utili, frequentare corsi professionali, comunicare all’INPS variazioni di reddito, accettare una delle prime 3 offerte di lavoro e non recedere da un contratto senza giusta causa 2 volte in un anno. 

Il beneficio, varia a seconda della composizione del nucleo famigliare: un solo componente avrebbe diritto a 780 euro mensili; una coppia adulta senza figli 1170; un adulto con un figlio minore fino a 1014; due adulti con due figli otterrebbero al massimo 1.638 euro al mese sino ad arrivare ad un massimo di 1872 euro al mese per due adulti con 3 figli.

Secondo l’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) lo Stato dovrebbe trovare 14,8 miliardi; secondo invece alcuni noti economisti (Baldini e Daveri), ammonterebbe a 28,7 miliardi la cifra da destinare alle famiglie. Dunque occorre chiedersi: questo reddito di cittadinanza gioverebbe all’economia? La risposta non si può dare a priori: certo porterebbe a collocare risorse che potrebbero stimolare l’economia verso l’assistenzialismo, cosa che nei moderni Stati si cerca di evitare. Il welfare deve essere indirizzato dove c’è bisogno (esempio le categorie disagiate). Sarebbe magari opportuno investire queste somme, per attività che stimolino l’economia e la facciano girare. La soluzione non è dare da mangiare, ma creare le opportunità affinché si creino posti di lavoro. 

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