I CONSIGLI DELLA PSICOLOGA

Gelosia: dimostrazione d’amore o patologia?

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Comunemente la gelosia è definita come “un sentimento di dolorosa inquietudine di una persona che, provando un desiderio di possesso esclusivo, teme un’infedeltà da parte dell’amato/a”. La gelosia accompagna gli uomini da sempre: è un sentimento universale, presente in ogni epoca e cultura ed è parte della natura dell’uomo.
Il termine proviene dal latino “zelus” che significa “cura scrupolosa”. Nel tempo il suo significato si è modificato, non facendo più riferimento alla devozione verso l’amato, ma enfatizzando l’idea di possesso, della paura di perdere l’amore dell’altro e del sospetto di avere dei rivali. La gelosia è un fenomeno complesso: è allo stesso tempo un’emozione, un sentimento ed una passione e oggi, è considerata un meccanismo che può aiutare o distruggere la vita di coppia a seconda che sia poca (sana) o troppa (patologica).
Come si distingue tra gelosia sana e patologica?
Secondo Freud, è normale essere gelosi: fin dall’infanzia tutti noi desideriamo sentirci amati ed essere i preferiti dai genitori. All’arrivo di un fratellino o una sorellina, il bambino lo percepisce come un rivale che ruba le attenzioni di mamma e papà e teme di essere abbandonato o meno amato. La gelosia tra fratelli, negli anni si estende agli oggetti, alle amicizie e alle relazioni amorose. Essa è dunque, un sentimento triangolare che coinvolge tre persone: il geloso, l’oggetto d’amore e il/la rivale, reale o immaginario.
Una gelosia “sana” è caratterizzata da dolore, angoscia e tristezza all’idea di aver perso l’amato, da ostilità verso l’avversario e soprattutto da un’autocritica che attribuisce a sé stessi la responsabilità dell’allontanamento dell’altro. Inoltre, le rassicurazioni dell’amato, placano il tarlo della gelosia che rientra nei valori normali. É benefica per la coppia quando fa sentire il partner desiderato, attraente ed interessante, se è basata su dati oggettivi ed è rispettosa dell’altro. Al contrario, tanto più la gelosia è infondata, tanto più innesca dinamiche e atteggiamenti distruttivi: è una passione che ottenebra la mente e non fa ragionare, fino a comportamenti estremi come lo stalking o i delitti passionali.
Il geloso immagina delle vere e proprie scene di tradimenti mai avvenute realmente, come un film, con situazioni compromettenti e prove di infedeltà del partner con uno o più amanti. La realtà viene distorta e qualsiasi tentativo di rassicurazione da parte dell’amato viene vissuto come l’ennesima bugia e la conferma dei sospetti di tradimento.
Nella gelosia “patologica” entrambi i partner soffrono e si sentono in colpa: il geloso perchè non sa controllarsi e chi subisce perchè non riesce a rassicurare il partner. Il geloso patologico è estremamente insicuro, si sente inadeguato e inferiore agli altri, percepiti sempre come migliori e vincenti. Per gestire queste angosce e la paura dell’abbandono, il geloso patologico controlla in modo ossessivo, persecutorio ed aggressivo il partner con ogni mezzo: fruga tra le sue cose, spia i messaggi, le telefonate e i social network e cerca di ridurre le interazioni sociali del partner con le altre persone, fino ai casi estremi di isolamento sociale e maltrattamenti. Quando la gelosia diventa patologica, la cosa migliore è andare da uno specialista, per riprendere il controllo della situazione e ritrovare fiducia in se stessi e nel proprio partner.

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