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Timidezza: Difetto o Risorsa? a cura della Dott.ssa Laura Guaglio

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A chi non è mai capitato di pensare: “Ah! Se avessi detto questo al momento giusto”, oppure “Come vorrei essere brillante ed estroverso come lui, sempre sicuro di sé!”… Questi sono alcuni esempi di pensieri dei “timidi”.
La timidezza è un normale aspetto del carattere ma nella nostra società, orientata alla perfezione e al successo, può creare disagio se compromette fortemente diversi ambiti della vita (scuola, lavoro, amicizie) sino a giungere ai casi estremi di isolamento sociale. La persona timida quando è a disagio arrossisce facilmente, comincia a sudare, avverte un aumento dell’ansia e dei battiti del cuore, riduce le interazioni con gli altri per non sentirsi inadeguata e al centro dell’attenzione. Nei contesti sociali, i timidi restano spesso in silenzio e faticano ad esprimere le proprie idee per timore di sbagliare e di essere giudicati. Nessuno nasce “timido”: è un atteggiamento che si apprende durante l’infanzia o l’adolescenza, nella relazione con le figure di riferimento:
1) I bambini imparano per imitazione gli atteggiamenti e modi di fare dei propri genitori, quindi anche la timidezza o introversione;
2) Un contesto iper-protettivo e ansioso, può suggerire l’idea che solo l’ambiente familiare sia accogliente e sicuro, al contrario del mondo esterno visto come “pericoloso”;
3) Un’educazione troppo rigida che dà poco spazio alle emozioni, può far emergere paura del giudizio e insicurezza.
La fase adolescenziale è molto delicata perchè i cambiamenti corporei e psicologici creano tante incertezze. Inoltre, in questo periodo, i coetanei rappresentano il canale di interazione sociale privilegiato e la timidezza può essere considerata un ostacolo. Spesso, alcuni adolescenti fanno uso di alcool o droghe per cercare di apparire più sicuri e disinibiti. Tuttavia, la sostanza non risolve mai il problema ed anzi, spesso lo aggrava creando dipendenza.
Il “timido” evita di contraddire gli altri per non perdere il loro consenso e non ama le discussioni perchè lo obbligano ad esternare le proprie opinioni. Spesso la timidezza nasconde il timore di essere poco stimato ed una scarsa autostima, che si verifica nei contesti sociali. Al contrario, quando i timidi si sentono “a loro agio”, mostrano le loro tante doti e qualità ai pochi privilegiati di cui si fidano. Ciò rende le persone timide come dei tesori preziosi da scoprire a poco a poco.
Pertanto, essere timidi ha anche molti risvolti positivi:
– La tendenza a restare in disparte, fa del timido un buon osservatore ed ascoltatore;
– La preoccupazione a nascondere agli altri i propri sentimenti e pensieri, lo rende empatico e capace di leggere le emozioni altrui;
– Il desiderio di essere amato ed accettato, lo rende attento alle esigenze altrui e fa il possibile per il benessere di chi lo circonda, anche a discapito dei propri bisogni.
Generalmente, la timidezza si supera con il tempo, grazie alla maturazione psico-fisica ed alla maggiore consapevolezza delle proprie capacità, con conseguente aumento dell’autostima personale. Tuttavia, se ciò non dovesse accadere e la timidezza diventasse un problema serio che compromette significativamente il benessere della persona, è opportuno parlarne con uno psicologo per lavorare sulle proprie difficoltà, trasformando questo aspetto caratteriale da problema a risorsa di cui andare orgogliosi.

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