SINDACO

Il dopo elezioni

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La campagna elettorale e le relative elezioni amministrative son terminate. La compagine del neo Sindaco Federico Binatti (in foto) e la sua Giunta si sono insediati unitamente al Consiglio Comunale composto dagli euforici vincitori della Maggioranza, dagli sconfitti e uscenti che ora siedo ai banchi dell’opposizione, dalla pentastellata e nuova arrivata tra i perdenti. Ultimo degli ultimi, un maturo signore al quale la sventolata matura età e la discutibile alleanza col novello Mosè della Padana, è stata più deleteria che di aiuto, facendolo ritrovare molto abbacchiato anche se ormai avvezzo alle sconfitte. Adesso dovranno tutti mettersi al lavoro, rispettivamente nei propri ruoli di amministratori e di oppositori. Le aspettative verso i primi sono molte e importanti: ci sono parecchi volti nuovi alla loro prima esperienza politico amministrativa, ma l’entusiasmo e la volontà di fare la cose correttamente, non manca; ad affiancarli ci sono anche elementi che qualche altra volta hanno partecipato alla vita politica e amministrativa e sono fiducioso che il cambio generazionale possa dare esiti positivi per la comunità.

Inutile dirlo, a vigilare sull’operato dei nuovi e giovani amministratori ed in modo perennemente critico come da loro costume, ci saranno gli agguerriti oppositori rossi, forse più di rabbia che di reale colorazione politica. Se fossero stati altrettanto bravi e critici nel giudicare il loro operato amministrativo come sono bravi a fare opposizione, probabilmente.. ma è meglio così per tutti… Avremo modo di vedere strada facendo quale sarà la posizione della signora grillina: vedremo se terrà una posizione di critica costruttiva o se si farà portavoce delle molte assurdità dei dictat del suo guru. Resta anche da vedere se, come già fatto durante la precedente sua quinquennale benevola opposizione, ci sarà lo sconsolato personaggio uscito afflitto e sconfitto dalla tenzone elettorale, a tenere mano al gruppo rosso.

Ma non saranno i soli a seguire con occhio attento l’operato della nuova amministrazione: come tutti sanno da tempo, sono stato uno strenuo sostenitore dell’unione del centrodestra per licenziare la sinistra di Ruggerone, ma desidero sia chiaro sin d’ora, che a nessuno concedo di pensare ad una mia tacita accondiscendenza. Questo giornale, finchè sarà di mia competenza, plaudirà o sarà critico a seconda dei momenti e dell’operato degli uni o degli altri, cercando sempre di guardare agli accadimenti con criticità e per quanto possibile, con obbiettività.

Mi sia infine consentito, e prometto che sarà l’ultima volta, un penoso pensiero per l’ormai ex in tutti i sensi: il voltagabbana di cui ho trattato spesso in questi cinque anni. Osservandolo nel periodo di campagna elettorale, mi sono spesso ritrovato a fare varie e amare considerazioni, specialmente vedendolo nei panni del gregario volantinatore. Mi sono spesso detto inoltre, che avevo di fronte il simbolo vivente di come prima o poi, anche a chi tradisce venga presentato il conto. Da rappresentante locale di un grande partito a mesto gregario di una rossa civica perdente. E il suo declino è ampiamente documentabile: da Capolista di partito vincente e assessore, a candidato sindaco sconfitto che, per mantenere le posizioni sulla spasimata poltrona, si è donato anima e corpo all’avversario e nemico di sempre, pur di rientrare nelle accoglienti braccia della sua amata stanza assessoriale. Raggiunto lo scopo, ne ha goduto gli agi e i privilegi, finchè non si è arrivati all’attuale campagna elettorale nella quale non avendo più nulla da offrire per poter restare nelle confortevoli stanze, eccolo scaricato, come lui fece coi suoi sostenitori di allora, dal rosso partito che lo aveva poco entusiasticamente accolto ma che guarda con diffidenza i traditori. Smarrito, senza più il suo mèntore indaffarato a disperatamente conservarsi la propria molto traballante poltrona, ripudiato dai traditi di un tempo, non trova altra alternativa che appoggiarsi ad una rossa lista, composta e guidata da persone che nei suoi confronti avevano un tempo, dichiarato pessima considerazione (leggere verbali delle sedute comunali degli anni 2006/2009).  Dopo essersi più volte adoperato nel volantinaggio, il nostro ormai ex voltagabbana ha ottenuto un pugno di voti che hanno dato la esigua misura del suo reale peso politico. Lui, l’assessore, il fallimentare candidato sindaco, l’assessore adoratore delle stanze del palazzo, lo stimato e decantato gestore delle stanze urbanistiche nelle quali si era sentito appagato e realizzato, si ritrova in questa occasione, abbondantemente surclassato da una bella, sorridente, simpatica, suadente, elegante e riccioluta signora, che da semplice ex consigliere comunale, ha saputo farsi apprezzare dai votanti della sinistra.

Non credo che nei prossimi anni avremo modo di sentir parlare ancora del voltagabbana; a meno che non giunga qualche voce dai corridoi del palazzo o dalle stanze urbanistiche, in relazione alla sua attività istituzionalmente svolta.

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