ECONOMIA DI GUERRA

ECONOMIA DI GUERRA

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Stando alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, chi fornisce armi all’Ucraina sarà considerato belligerante. E’ questa anche l’opinione del giornalista e direttore di Libero, Pietro Senaldi che ritiene automaticamente in guerra anche il nostro Paese. Questa sua opinione, l’ho ascoltata lo scorso 1 marzo in un programma televisivo di Giovanni Floris. Secondo Senaldi ed altri presenti in studio, ci sarà a breve di che preoccuparsi “per le conseguenze di una nuova crisi, dopo quella dovuta al Covid, riguardante in particolare le tasche dei cittadini italiani”. Se esaminiamo inoltre anche le dichiarazioni dello stesso Mario Draghi, scopriamo che senza mezzi termini ha detto chiaramente che “la guerra ci costerà”, senza specificare da chi e come sarà pagata. Non serve un economista per capire che forse, sarebbe opportuno che il governo, rivedesse la sua politica economica: con il reddito ai nullafacenti, la pandemia ed ora i finanziamenti alla guerra, stiamo utilizzando se non anche sprecando, tantissimi soldi che prima o poi, ma forse abbiamo già iniziato, un giorno dovremo pagare. Con la scusa del Covid ed i molti sprechi nel periodo pandemico, ci siamo indebitati a cuor leggero sia internamente che verso quell’Europa che presto ci presenterà il conto. Ora, sarebbe opportuno sapere e magari anche capire, chi paga e pagherà i costi di questa guerra, ma penso che da italiano sarò uno dei salassati contribuenti. Mi dicono che questa guerra sia necessaria e non mi sento ovviamente molto lieto, poiché prevedo che ci costerà parecchio e peggiorerà di molto le nostre condizioni di vita già abbastanza precarie. Ma Draghi sostiene che la nostra economia è in crescita!!

Diceva Senaldi, che “il premier Draghi evita di pronunciare la parola <guerra>, ma occorre tenere ben presente quanto dichiarato (ed è <inquietante>) nel comunicato del ministro degli Esteri russo a proposito sia di Stati che di cittadini”. Pertanto, traggo la conclusione che i cittadini italiani saranno considerati nemici in Russia, esattamente come lo furono i giapponesi negli Stati Uniti dopo l’attacco a Pearl Harbor. E’ opinione diffusa che “Siamo probabilmente già in guerra senza accorgercene e senza sapere bene dove andremo a parare”.

Mi auguro che Draghi, il suo sgangherato Governo ed anche l’uomo del Colle, non commettano l’errore di ignorare l’articolo 11 della nostra Costituzione che stabilisce che “l’Italia ripudia la guerra”. Evitiamo lo “stato di emergenza”, diciamo “NO” all’intervento armato, all’acquisto ed invio di armi, ribadendo un fermo “SI” a trattative vere per la pace.

Leggendo i giornali e guardando la televisione, sento che molti Paesi europei ed anche l’Italia, vorrebbero favorire la pace mandano armi: una mossa che non mi sembra essere la migliore per cercare la pace. Bisogna far tacere le armi, analizzare i torti e le ragioni di entrambe le parti e trovare un compromesso.

Parlando con amici, rammentavo loro gli anni ’73 / ’74 e l’austerity… Prepariamoci a camminare parecchio ed a pedalare: pare sia utile al borsellino e salutare anche per tornare in forma dopo l’inerzia pandemica. Molti risolveranno anche il problema della dieta, ma poi avranno quello del cambio abiti con minore taglia; ritroveremo anche l’atmosfera romantica di pranzi e cene a lume di candela, ma forse li avremmo preferiti in diversa forma e situazione… Un’amica si diceva poco rammaricata se col tornare indietro in quegli anni, si potessero azzerare anche quelli dell’età…

Ma cerchiamo di essere positivi! O forse meglio no… ci rinchiuderebbero! Ovviamente si cerca di sdrammatizzare, anche se sono argomenti sui quali è difficile scherzare. Le conseguenze le stiamo vedendo e vivendo con gli arrivi dei profughi, con il molto imminente scarseggiare di materie prime, con l’aumento a volte spropositato e poco giustificato di certi generi (gasolio e benzina!!)…

Quello che personalmente mi preoccupa, sono i molti silenzi dei nostri governanti sull’altro tipo di affluenza, di accoglienza; da tutti i media e dai governanti si sentono notizie sulla guerra, nuove ed insistenti voci d’aumento delle positività pandemiche ed un silenzio assordante sui continui e mai cessati sbarchi nel meridione, quasi come se di colpo, a fronte della pandemia e della guerra in Ucraina, quel fenomeno si fosse improvvisamente annullato! Credo che sarà anch’esso e sicuramente tra non molto, nuova fonte di problemi e preoccupazioni. Che dire? A fronte di tanta inerzia governativa non possiamo che raccomandarci all’inquilino del piano attico: “che Dio ci aiuti”!!

di Gian Roberto D’Ulisse

 

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