bosco

Ancora degrado, incuria e disinteresse

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Ricordo che da piccolo, sentivo cantare in radio un lui innamorato che invitava maliziosamente la donzella a seguirlo nel bosco: “Vieni, c’è una strada nel bosco, il suo nome conosco..” A quei tempi, quando la modernità non aveva ancora preso il sopravvento su tutto, anche per andare nel bosco si percorreva una ben definita strada con tanto di nome.

Oppure, evidentemente, non si era in quel di Trecate o nella sua frazione dove, ancor oggi esistono strade in completo abbandono, anonimato e soprattutto degrado. Una strada campestre che si snoda nel molto decantato Parco del Ticino, se si trova in territorio sanmartinese è sicuramente in stato deteriorato e di difficile transito. Una domenica, un signore che conosco come appassionato pescatore, mi domandava se di recente ero passato in Valle, nella zona della Colonia, anzi, nei pressi di quella che fu la Colonia Elioterapica del Ticino, poiché oggi, ringraziando i verdi ed ecologici amministratori trecatesi (Marchi e Uboldi tanto per citare), il sempre molto incompetente assessore all’Urbanistica (giudizio di costui, espresso da Ruggerone e compagni di partito quando militavano all’opposizione), nonché l’attuale sindaco Ruggerone, di quella struttura rimane solo un ammasso di rovine abbandonate all’assoluto degrado ed alla mercè dei soliti trafugatori e saccheggiatori.

Ma vi sono in quel di San Martino, anche strade che potrebbero essere di pubblica utilità se non fossero lasciate all’assoluta incuria, strade che magari avrebbero una percorrenza anche gradevole da parte di ciclisti o pedoni, senza dimenticare i molti appassionati di pesca.  Mi è capitato una sera di essere invitato da amici in un locale sito nella vallata di San Martino, un luogo che ho trovato piacevole ed accogliente ma che sia io che risiedo a Trecate, sia altri amici provenienti da fuori,  abbiamo faticato non poco a rintracciare. Quella strada infatti, (qualcuno mi ha detto trattarsi di località Bosco Danico), non esiste sulle cartine e non è rilevata dai navigatori, semplicemente perché per gli amministratori, non è degna di ricevere un definito nome. Eppure è una strada che porta a luoghi di pesca autorizzata e riconosciuti dalla Federazione, è strada di accesso al Parco del Ticino, possiede servitù pubblica di passaggio su proprietà private con l’utilizzo di percorsi  ciclopedonali, nonchè al piacevole luogo di convivialità..  Oltretutto, come se non bastasse, percorrere quella strada è come affrontare un percorso di guerra: dopo una iniziale parte asfaltata e discretamente curata, si piomba tra buche nelle quali entrare con l’auto significa rischiare gli ammortizzatori e che costringono a vere gimkane,  sollevando polveroni che tolgono la visuale a chi segue costringendoli a mantenere debite distanze, rischiare di ritrovarsi l’auto rigata dai rami che sporgono da ambo i lati della via, senza parlare di cosa non diventa quella via in caso di pioggia.. chi la percorresse col cattivo tempo, potrebbe entrare in qualche grossa pozzanghera e rimanere in panne.

Pare da voci raccolte, che ormai da tempo taluni residenti della zona abbiano più volte sollecitato l’amministrazione a provvedere, ricevendone risposte deludenti e promesse sempre disattese, costringendoli pertanto a più riprese, ad intervenire spesso in forma privata per non vedere irreparabilmente compromesse le loro attività e talvolta, la propria incolumità.

Degli oculati amministratori come naturalmente hanno dimostrato di non essere quelli trecatesi, oltre a cercare di non discriminare i residenti della frazione, specialmente in momenti economicamente critici come gli attuali, avrebbero cercato di favorire e agevolare le scarne attività ancora presenti in Valle: riducendo magari gli abbondanti fondi di sostegno agli ospiti, aggiungendo magari qualche euro alle dispendiose spese di asfaltatura o restyling delle strade urbane tese a racimolare consenso dai votanti, sarebbero riusciti a trovare anche quel poco che serve anche alla manutenzione di strade meno note,meno visibili, meno trafficate, ma altrettanto utili per i residenti, per i pescatori e per i turisti.

Inoltre, in tempi di precaria sicurezza, il mantenere strade e luoghi non degradati, sarebbe disincentivante alle attività illegali che sappiamo essere presenti in talune zone della vallata ticinese: spaccio, prostituzione, vagabondaggio ed altro, tanto per citare.

Stante l’inoperosità, l’inerzia e il disinteressamento abbondantemente dimostrati dall’attuale amministrazione della sinistra ruggeroniana, non solo i sanmartinesi ma anche i turisti e gli appassionati di pesca o di tour cicloturistici, confidano nel ricambio amministrativo, speranzosi di trovare maggior ascolto e maggior considerazione che li faccia sentire parte integrante della comunità trecatese. Anche chi risiede o lavora in una frazione come San Martino di Trecate, merita infatti di avere gli stessi servizi e diritti degli altri cittadini.                      G.R.D.

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