DI CHE SCRIVERE

NON SO PIU’ DI CHE SCRIVERE…            

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Giorni fa in piazza, in prossimità di uno dei tanti gazebo di destra, di sinistra o di Pappagoni odianti, ho incontrato una simpatica signora che mi ha redarguito perché il mio giornale a suo avviso, dovrebbe trattare solo argomentazioni locali, trecatesi e non altro. In realtà però, credo che di Trecate ne parliamo fin troppo, tanto che dopo un po’ le cose che trattiamo diventano trite e ritrite.

Senza dimenticare che dobbiamo fare attenzione a non urtare la molta suscettibilità di chi si ritrova oggetto degli argomenti trattati, in bene o con critica, perché il “bene, bravo, bis” non fa notizia, mentre la critica ed ancor più la satira, brucia sulla pelle di chi ne diviene l’oggetto.  Qualcuno magari avrà già commentato il titolo dicendo ”puoi farne a meno”, ma c’è anche chi apprezza il nostro giornale, i suoi contenuti e quindi, proseguo…  Non faccio cronaca diretta, ma commento e opinione e spesso, con dichiarazioni che mi costano danni alla carrozzeria dell’auto.

E si ricordi cara amica: ciò che dico, che scrivo, il più delle volte non piace a chi si identifica più o meno chiaramente nei miei commenti, ma non essendo un allineato e non dovendo per fortuna, tirare a casa la pagnotta dal giornale… Che debbo ancora aggiungere a quanto voi stessi potete rilevare coi vostri occhi? Parlo di ciò che anch’io vedo: negozi che chiudono e saracinesche tetramente e squallidamente abbassate da tempo; lavoro che manca nonostante che il faraonico polo logistico dovesse assorbire 2500 persone e di locali ne ha occupati forse meno di 50; sicurezza data dalle migliaia di fantasmagoriche e fantascientifiche telecamere rimaste nella fantasia dell’assessore; spaccio di droga quasi ad ogni angolo di strada mentre i superdecantati agenti quadrupedi in limousine che ci costano un patrimonio, pare stazionino  sui ponti ticinesi a caccia di minidosi da pochi grammi… O devo parlare di quella immigrazione che doveva essere contrastata anni or sono all’arrivo di 22 ragazzotti spediti qua loro malgrado, mentre nel frattempo ne sono entrati almeno 2200 dotati di megacellulari satellitari, biciclette, monopattini di ultima generazione e da qualche tempo, anche di auto delle quali ci si domanda come le hanno comprate, come le mantengano con bollo, assicurazione, revisione, cambio gomme e, a meno che non abbiano motori che camminano ad urina, credo debbano anche ogni tanto fare benzina. A meno che, non la freghino dai serbatoi delle tante auto parcheggiate perennemente alla membro di segugio dentro o fuori le righe, con o senza disco orario che tanto non frega niente a nessuno e dove nessuno va a verificare la regolarità delle soste; parliamo della moschea o Centro islamico che tanto ha riempito la bocca di qualcuno che si è poi scordato di tutto e di Centri culturali ne sono sorti per ogni qualsivoglia credo religioso?  Vuole che le parli di “quadrati, triangoli e strisce per terra”, con particolare attenzione a quelle fatte solo da un lato, oppure dei passaggi pedonali cancellati e non rifatti o di quelli fatti solo su metà carreggiata come in via Po o via Cerano?

Non sono mai stato bravo in disegno ma credo che qualche striscia anche con pennello manuale, un po’ di quell’olio di gomito che nei palazzi pare scarseggi, qualche striscia come dicevo, riuscirei a farla, sempre che ovviamente, si trovino i soldi per comprare la vernice ed i pennelli, poiché non essendo mai stato bravo neppure a far di conto, dovrei reperire quei soldini che pare scarseggino; però, dato che me la cavo discretamente a convincere sponsor, forse potrei trovare qualcuno che mi sponsorizzi.

Ultimamente poi, pare che anche il verde urbano, la pulizia strade, la raccolta differenziata ed il sudiciume in generale, abbia trovato un aumento notevole, giacchè occhio non vede e quindi…

Inutile anche, che vi parli di strade, marciapiedi, dossi, fognature, buche in concorrenza alla Capitale? O dei tombini dislivellati e spesso anche intasati, che se cadono 10 gocce temporalesche invece delle classiche quattro, vi regalano paesaggi lagunari o abitazioni da palafitte, senza che vi trasferiate a Venezia? Gli argomenti sono tantissimi e sia ben chiaro, le colpe non sono solo di questa amministrazione; da anni a questa parte, ognuno ci ha messo un po’ del suo, anche se ognuno in campagna elettorale ha fatto stratosferiche promesse da far impallidire tutti i marinai delle flotte dei sette mari e relativi oceani. Che devo ancora dire?

Dopo aver parlato, raccontato, criticato, suggerito inutilmente ricevendo spesso arroganti e saccenti risposte, dopo aver ripetuto, ribadito, fatto notare e chi più ne ha si accomodi… direi che io, ma anche i miei collaboratori, dopo parecchi anni, ci ritroviamo ad affrontare argomenti che riguardano la nazione, consapevoli che dette problematiche, interessano anche noi che viviamo in Italia e non sulla Luna.

Gli argomenti anche in questo caso non mancano e c’è solo l’imbarazzo della scelta: in primis il covid, covid, covid… mentre crescono le bollette, cresce il debito pubblico, cresce l’immigrazione incontrastata e incontrollata, cresce la disoccupazione e basta accendere la tv per avere la situazione di migliaia di lavoratori in protesta o in inutile sciopero, crescono i fannulloni parassiti e mantenuti dall’intoccabile  reddito di nullafacenza, crescono i prezzi al consumo, è cresciuta e continua a crescere la benzina, crescono le tasse e se avete uno straccio di casa tra un po’ dovrete venderla per ingrassare il fisco che vi ritiene nababbi possessori di un bilocale, cresce l’inflazione…

In compenso diminuiscono i ricoveri, diminuiscono i morti… ma tutti tacciono: dai politici ai media asserviti per i quali, ubbidienti ai dictat governativi, c’è solo covid e pere di Stato.  Ora ricoverano i vaccinati ma è tutto regolare, come quando morivano a centinaia per ogni tipo di patologia e veniva spacciato per virus, facendo sparire e bruciando subitamente i cadaveri… poi c’è il problema dei no vax, dei green pass che se lo avete ma siete sifilitici, lebbrosi, appestati non ha importanza: siete autorizzati ad entrare nei popolosi locali, sugli affollatissimi bus e metropolitane…

Voglio precisare che due pere, dopo tanti ripensamenti dovuti a timori di reazioni alle mie patologie, me le sono fatte anch’io, cedendo al ricattatorio “o le pere o la segregazione, l’esclusione, l’emarginazione”.

Come vede cara amica, anche trattando temi diversi, parlerei comunque di cose che riguardano anche Trecate ed i suoi cittadini; infatti, sia che siamo a Trecate, sia che abitiamo a Milano, Torino o Roma…  magari lì è meglio di no: almeno qui i cinghiali ed i cassonetti stracolmi di immondizia, per ora non li abbiamo… Ma come si suol dire, “tutto il mondo è paese” e noi “Città di Trecate” lo leggiamo all’ingresso, sulla statale… per il resto siamo ancora un “paesone” anche se quando lo eravamo realmente, forse stavamo un po’ meglio…

di Gian Roberto D’Ulisse

 

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