VOTO O NON VOTO

Voto o non voto?

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Non mi piace, ma devo iniziare con un purtroppo.

Purtroppo, parlando di elezioni, sento persone dire “stavolta non vado a votare”.

Quello del non voto, è stato spesso un argomento da molti trascurato ma che va invece affrontato.

Il voto, l’accesso alle urne, è un diritto / dovere sancito dalla Costituzione e riteniamoci fortunati di poter esprimere “liberamente” la nostra opinione, sia di consenso che di dissenso. Mi suona stridente, quando sento i media enunciare che in taluni Paesi, il tizio (Putin) ha ottenuto il 90% dei consensi e mi vien fatto di chiedermi quanto possa essere un vero “voto democratico” o piuttosto una imposizione, un condizionamento altrimenti detti anche “dittatura”, nera, bianca, verde, rossa oppure a pois…

A chi sento dire “non voto” cerco di spiegare che “bisogna andare a votare”: è il nostro unico mezzo lecito e legale di “premiare o punire” chi ha lavorato bene per la Comunità, chi ha dormito sui banchi e sulle poltrone o chi, peggio ancora, ha fatto arrecando danno.

Nessuno è perfetto e nessuno ha la fatidica “bacchetta magica” per fare tutto ed accontentare tutti, ma è pur vero che coi mezzi a disposizione, il cittadino che ripone la propria fiducia negli Amministratori, si aspetta da essi quanto più possibile per il cittadino.

Siamo realisti: sappiamo tutti e molto bene che le fantasmagoriche promesse elettorali spesso sono irrealizzabili e che spesso chi viene eletto si trova poi ad affrontare la realtà dei fatti; mancanza di finanziamenti, tasse da incassare, opere da fare con risorse contenute ed avanti così. Ed ecco che le promesse non possono essere mantenute, ecco che anche con la migliore disponibilità del fare, ci si ritrova a venir meno a quanto promesso. E’ altrettanto vero che in tutti i programmi di tutte le compagini, si leggono a priori, enunciazioni che suonano irrealizzabili già in partenza: ma è anche pur vero che si deve anche un poco sperare nei sogni.

Si sentono proclami fantascientifici e megagalattici che neppure Mago Zurlì riuscirebbe a realizzare, ma ci sono anche cose che sono fattibili ed è a costoro che occorre dare fiducia e credibilità.

E per farlo, abbiamo un solo mezzo: andare nella cabina elettorale e scegliere, dare fiducia sperando che siano poi in grado di mettere a frutto con capacità e competenza, quanto detto. Fare proclami e proposte e promesse, è capace qualsiasi asino; ma è poi alla realtà che occorre guardare e ponderare quanto sia fattibile e quanto sia fantasioso e solo noi, col nostro voto in quella cabina, dobbiamo e possiamo fare questi distinguo.

In un film di Don Camillo, ricordo Fernandel che incitava al voto i suoi parrocchiani e concittadini, rammentando loro che “solo Dio vi vede”. Sarebbe auspicabile che i tonacati stessero fuori dalle competizioni elettorali, anche se sappiamo che da sempre, hanno avuto modo di dire la loro con sussurri e suggerimenti. Ma credo che qualsiasi elettore capace di “intendere e volere” sia in grado di valutare e scindere le utopiche promesse dalla realtà dei fatti e ripetendomi, sia in grado di valutare chi racconta barzellette, da chi fa promesse irrealizzabili oppure da chi fa proposte concrete e fattibili. Magari poche, magari semplici, magari di primaria necessità… ma realizzabili in concreto, sapendo anche discernere e dare priorità alle necessità del cittadino.

Facciamo la scuola? Benissimo! Ma facciamo scuole che necessitano nel breve, le primarie che diverranno indispensabili tra non molto per tutti i piccoli, in particolare extracomunitari che sono una moltitudine, rispetto ai nostri bimbetti ed a ragazzi più adulti in grado di frequentare scuole già esistenti anche se decentrate. Molti lamentano un’assurda e caotica viabilità? Benissimo: provvediamo con intelligenza a rimettere a posto le cose, usando il cervello senza arroganza e con competenza spesso dimostratasi carente. Ci hanno promesso un milionario megapalazzetto per far correre anche le Ferrari e far giocare la nazionale? Benissimo! Chiunque verrà tra non molto, si troverà tra le mani una patata scottante più che bollente, poiché siamo a Trecate e non sulla Luna! Abbiamo bisogno e tanto, di lavoro e di insediamenti commerciali ed industriali? Benissimo! Cerchiamo di capire chi e come, può darci sicurezza lavorativa ed economica, che non colmino le tasche delle società e poco quelle dei cittadini, spesso esclusi dal partecipare al benessere che da questi insediamenti dovrebbero o avrebbero dovuto scaturire.

Le mie sono solo parole di uno che ha avuto la fortuna di una vita lavorativa continua e proficua e che ora ha modo di godersi la pensione; ma anche da pensionato, devo fare considerazioni che riguardano il mio vivere, anzi il nostro vivere in città. Anche noi pensionati siamo un considerevole numero e forse più dei giovani che hanno comunque alle spalle genitori, abbiamo delle esigenze anche particolari.

Ed allora dobbiamo guardare noi per primi, dall’alto della nostra vita vissuta e dall’esperienza derivante dalla nostra anzianità, quello che serve alla nostra città, al nostro vivere ed a quello dei più giovani. Siamo noi per primi che dobbiamo dare suggerimenti anche sul voto, facendoci “consiglieri esperti” verso chi magari è incerto e titubante. Abbiamo visto coi nostri occhi le promesse elettorali di molte diverse compagini con diverse colorazioni che poi alla fine, rosse o bianche o di altri colori, possiamo concludere che tutti hanno promesso e pochi hanno mantenuto, spesso per impossibilità pratiche, a volte per incapacità reali ed altre volte per condizionamenti di varia natura.

Andare a votare è fondamentale, è un dovere per noi stessi e per gli altri, per il nostro vivere attuale e per chi ci sarà domani, poiché dobbiamo fare scelte che si proiettino anche verso il futuro, il domani magari non immediato. Andare a votare è importante per esercitare il nostro diritto di scelta su come vogliamo o vorremmo vivere e per farlo, è questa l’unica opportunità, guardando e ponderando bene, lasciando da parte chi ciancia con personali risentimenti e chi fa promesse irragionevoli ed irrealizzabili, chi si propone con serietà e credibilità, prescindendo dalle colorazioni o dalle tessere. Quello può essere un discorso a livello nazionale, ma qui si tratta di scegliere direttamente “per noi” e quindi è opportuno guardare le persone, le loro attitudini, le loro capacità, le loro esperienze, il loro grado di competenza, prescindendo da altre considerazioni. Non sempre la brava persona è sinonimo di capacità. Non sempre il personaggio onesto è indice di competenza. Abbiamo un compito, a livello locale, tutt’altro che facile poiché dobbiamo scegliere chi direttamente ed in concreto dovrà gestire la nostra vita.

Meditate gente, meditate ma votate; per voi, per noi, per il nostro prossimo, per l’oggi ed il domani nostro, dei vostri figli e nipoti. Buon voto a tutti!

di Gian Roberto D’Ulisse

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