RINFRESCATEVI LA MEMORIA

Rinfrescatevi la memoria

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Qualche giorno addietro, mi sono fatto trasportare in un commento su Facebook circa il “vitalizio Formigoni” e commentai a chi si stracciava le vesti indignato ed accusando i “nemici di destra” per la vergognosa restituzione. Il mio commento consisteva nel precisare che “se Formigoni ha nuovamente ricevuto il vitalizio, era grazie ad una legge voluta e votata dai 5 Stelle”. Subito qualche difensore d’ufficio mi ha chiesto di portare documentazione. Rispondo a tutti con l’articolo sotto riportato da “Il Tempo” a firma Franco Bechis e diretto all’indignata senatrice del M5S PAOLA TAVERNA evidentemente con poca memoria.

Buona lettura. Gian Roberto D’Ulisse

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Gentile senatrice Paola Taverna, ho letto la sua indignazione per il vitalizio restituito per la decisione della commissione giurisdizionale del Senato all’ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che sta scontando una condanna passata in giudicato. Stessa cosa avverrà per Ottaviano Del Turco e molti altri.

Ma la prego, fermi subito la sua indignazione, e non la ripeta davanti a ognuno cui verrà applicata una legge che non c’era, ma che oggi c’è. Sa perché le chiedo questo favore? Perché che Formigoni, Del Turco e tanti altri possano riavere quel vitalizio, e addirittura che la pensione o qualsiasi altra indennità sociale sia garantita anche a tutti i capimafia in carcere è stato deciso non una vita fa. Ma nel marzo 2019. Sa da chi? Da lei, senatrice Taverna. Da lei e da tutti i senatori del M5s, nessuno dei quali ha storto il naso. E poi da tutti i suoi colleghi di movimento alla Camera che hanno preso quella decisione in seconda lettura. E infine ancora da lei, signora Taverna. E da tutto il movimento 5 stelle che ha scelto di ridare il vitalizio a Formigoni &c e di non toccare l’assegno pensionistico o qualsiasi altro nemmeno al peggiore mafioso con condanna definitiva in carcere votando per ben due volte (i più convinti di tutti eravate) la norma che quello stabilisce.

E ora le svelo anche quale è: la legge sul reddito di cittadinanza, la numero 26 del 28 marzo 2019. E’ lì che l’articolo 18 bis che lei due volte ha votato (e due in più con il voto finale sulla legge), pure esultando, stabilisce che la pensione il reddito di cittadinanza, qualsiasi indennità o vitalizio debba essere erogato anche a mafiosi e terroristi oltre che a tutti i condannati definitivi a pene superiori a due anni a patto di non essersi sottratti all’applicazione della pena.

Prendi la condanna e la espii? Nessuno ti può togliere nulla. Ma se sparisci da casa il giorno della carcerazione, ti rendi irreperibile, diventi latitante o evadi dalla prigionia, ogni assegno viene sospeso. Solo in quell’unico caso. Lo stabilisce la legge, che non c’era, ma che oggi è così perché lei l’ha votata insieme a tutti i suoi colleghi di movimento, esultando. Può essere che non abbia letto né capito, e se lei lavora in questo modo si faccia un esame di coscienza. E non cerchi la più banale delle scuse: questo testo che grazia anche i mafiosi (che quindi possono benissimo prendere il reddito di cittadinanza), è passato al primo esame in commissione grazie a un emendamento della Lega, allora vostra alleata, a prima firma Massimiliano Romeo. Il testo è suo. Ma in commissione l’hanno letto e hanno dato parere favorevole, entusiasti, il relatore: Nunzia Catalfo, sua collega M5s che poi sarebbe diventata pure ministra della materia. E il governo, lì rappresentato dal sottosegretario al Lavoro, Claudio Cominardi. Anche lui 5 stelle. Cara senatrice Taverna, l’indignazione la riservi allo specchio in questa occasione…

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