IMPAURITI E DISORIENTATI

Impauriti e disorientati

facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Siamo paralizzati dalla paura. Questa espressione descrive molto bene i momenti in cui una paura, ci immobilizza e ci disorienta. Oggi questa espressione, è la fotografia di molti italiani incapaci di reagire. Dopo un’estate trascorsa dal governo a cercare capri espiatori, dando colpe di volta in volta ai giovani, alle discoteche, a chi se n’era andato in vacanza all’estero, al calcetto amatoriale, con l’avvicinarsi dell’autunno, abbiamo appurato che non si era pensato ad organizzare per la riapertura delle scuole. Dopo mesi di chiacchiere, il nostro governo ancor oggi brancola nel buio, avanza a spot, non sa ancora dirci le reali situazioni sul virus, mentre prosegue la disparità di opinioni da parte di alcuni governatori regionali.

Sul trasporto pubblico, a cominciare dagli autobus, hanno idee quanto mai confuse e sanno solo incentrare la comunicazione governativa sulla paura, con il mantra quotidiano “dell’attenti che così vi richiudiamo” ottenendo che una parte dell’Italia, si è già paralizzata.

Nessun stupore quindi, se le cronache ci parlano del personale dipendente della pubblica amministrazione che preferiscono continuare a lavorare da casa e chissenefrega se i tempi per le pratiche, già lunghi, diventano biblici per i cittadini. Tanto, pensano in molti, arriveranno a salvarci gli aiuti europei, dal Mes alle milionate promesse da Giuseppi col recovery fund.

Il nostro Paese sta tornando ad un Medioevo economico e sociale, tra paure ed elemosine elargite a spot ed a pioggia anche su cavolate come i monopattini e non magari per gli acquisti di libri scolastici, con sussidi a nullafacenti e spesso a delinquenti e senza reali contributi a cassintegrati in difficoltà; ma sembra che nessuno tra chi ci governa, se ne renda conto. Anzi, se sollevi delle critiche, beh allora sei un negazionista del virus, un disfattista, e se solo accenni all’immigrazione, sei fascista e razzista.

In realtà nessuno nega il coronavirus ma non possiamo per questo non accorgerci della totale incapacità di una classe dirigente che non sa dare risposte al Paese, se non la narrazione della paura, fatta di martellante informazione disastrosa, confondendo le idee alla gente parlando di positivi ma non ammalati, di mortalità senza mai precisare di patologie pregresse o di età molto avanzate, facendo sparire con repentine cremazioni, deceduti per non precisate cause ma assegnandole tutte alla pandemia.  Come se in Italia, un Paese tra i più vecchi per età della sua popolazione, di paura non ce ne fosse già abbastanza, ecco che gli allarmismi vengono tirati in ballo giornalmente. Non passa giorno che i titoli dei grandi giornali non diffondano notizie catastrofiche incentivanti le paure: «Se i numeri crescono lockdown inevitabile»; «Il virus si estende»; «Covid, in arrivo una nuova stretta»; questi i giornali, ma potrei continuare citando le notizie dei media televisivi che parlano di ricerche affannose di positivi facendo migliaia di tamponi e controlli giornalieri alla spasmodica ricerca di qualcuno da additare e di centinaia di persone da mettere al confino.

Quel che vedo e sento, mi pone in evidenza continui dibattiti sul virus e totale ignoranza di ragionamenti su come far ripartire e girare l’economia del Paese che si sta annullando solo tra notizie allarmistiche, bollettini quotidiani di contagi ed i soliti cattivi di turno da additare al pubblico. Nulla di strano quindi, se oggi gli italiani siano paralizzati dalla paura. Ci sono però molte avvisaglie da parte di chi, prima della paura del contagio da virus, si sta accorgendo della contaminazione che sta subendo la nostra economia: non c’è giorno infatti, che qualcuno non scenda in strada per portare all’attenzione pubblica la propria disastrata situazione economica.

Siamo la nazione che vive attaccata a tanti ed inutili bonus, alle sovvenzioni, alle piccole mance ed alla caritatevole benevolenza dell’Europa. E intanto l’autunno trascorre e si avvicina il gelido inverno.

Gian Roberto D’Ulisse

facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail