CHIUDERANNO MOLTE SARACINESCHE

Chiuderanno molte saracinesche

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C’è un quesito che mi pongo da tempo, direi da quando è cominciata la pandemia ed è stato dichiarato lo sciagurato lockdown totale: i sindaci sono consapevoli di che razza di cataclisma sociale sta per abbattersi sulle nostre comunità?

Non passa giorno che nelle città, come anche nella nostra Trecate, non si notino negozi con saracinesche drammaticamente abbassate. Da più parti si sentono voci e si leggono messaggi, con la preoccupazione di chi teme la chiusura un giorno per l’altro.

Vero che abbiamo sentito esponenti istituzionali pentastellati, incoraggiare gli esercenti a cambiare mestiere, come fatto dalla viceministra Laura Castelli, ma quanti riescono o possono farlo? Ma poi, come o in cosa riciclarsi? Le città stanno commercialmente agonizzando e non è solo quella singola attività: le notizie parlano di cinquemila pubblici esercizi e siti commerciali a rischio; sono famiglie e lavoratori che finiranno in mezzo ad una strada.

A mesi ci saranno le consultazioni elettorali, a Trecate come a Novara ed in altre località della Provincia e credo sia opportuno sin da ora, dare segnali di vita, prima di occuparsi d’alleanze elettorali o ricerca di candidati da mettere in pista. Una città come la nostra, non si può permettere la rinuncia alla sopravvivenza di nessuna delle attività produttive e neppure il continuare a favorire l’insediamento degli ormai sempre troppi iper, mega, grandi distributori.

Le piccole e medie attività delle nostre vie, sono il cuore pulsante della città economica e non può permettersi di cessare di battere. È una crisi enorme appena agli inizi e già fa sentire le sue negative ripercussioni, ma presto avremo quella che si sta gradualmente affacciando e arriverà di qui a qualche mese, e nessuno penso possa ignorarlo.

Sono un pessimista? Spero di sbagliarmi, ma dagli amministratori cittadini, dai sindaci in particolare, si attendono fatti e non più chiacchiere a vuoto, promesse e rinvii. Credo convenga a tutti costoro, lasciare perdere Facebook o Twitter o altro per qualche tempo, chiamare intorno al tavolo assessori e delegati, e tutti assieme, impegnarsi a trovare soluzioni vere ma soprattutto concrete; i temi sono tanti e basta voler scegliere: fisco e tasse, burocrazia, permessi ed agevolazioni, limitazione e regolamentazione dell’immigrazione, l’abusivismo dilagante, pulizia e circolazione viaria in particolare nel centro. La gente necessita di portare il pane in tavola e non di andare in palestra, magari percorrendo strade disastrate e sporche facendo dei giri dell’oca interminabili. Insomma, si occupino del diritto dei commercianti a lavorare ed alla civile sopravvivenza dei cittadini. Basta un po’ di buona amministrazione e la volontà del fare, con un occhio al calendario che segna drammaticamente l’avvicinarsi della “resa dei conti”.

Gian Roberto D’Ulisse

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