CAPOLINEA

Cinque Stelle al capolinea

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Il Movimento 5 Stelle ebbe origine dai “Vaffa” che Beppe Grillo (in seguito con la collaborazione di Gianroberto Casaleggio), lanciava al sistema politico nazionale, ma direi che avendo i suoi parlamentari di qualsiasi livello, ripudiato ogni residua voce del loro iniziale “non statuto”, la sua parabola politica sia decisamente in netto declino. Tutto cominciò col primo vaffa-day, organizzato l’8 settembre del 2007 a Bologna, al quale seguirono altre giornate di mobilitazione fino all’ultimo appuntamento genovese del 1° dicembre 2013.

Nella sua evoluzione, coloro che dovevano “aprire i Parlamenti come scatole di tonno”, giunti all’interno, ne hanno assaporato la prelibatezza, gli agi ed i privilegi, primo fra tutti quello economico, e quando si parla di dare quattrini al non partito ecc., o di andare a casa in virtù di quel “non statuto” che predicava i rendiconti ed i versamenti verso tasche non ben definite, oltre al limite sui mandati ecco che si trovano escamotage, non solo per tenersi gli euro in saccoccia, ma anche per aumentare il gruzzoletto, cancellando i due mandati e inventandosi il “mandato zero”. Cadono una dopo l’altra tutte le regole e con esse anche l’autonomia politica che consente ora, di fare alleanze politiche con chiunque può garantire le poltrone, arrivando a rinnegare e genuflettersi ai nemici di sempre, cancellando le querele e gli insulti urlati per anni e magari, porgendo anche sentite reciproche scuse. 

Si erano proposti come la diversità, ma il voler rimanere abbarbicati ai privilegi dati dallo status di parlamentare o ministro, li ha brutalmente smentiti. Contestavano il professionismo della politica e si sono ritrovati identici ai partiti tradizionali se non peggio, avendo espresso il massimo dell’ignoranza, dell’inesperienza, dell’incompetenza, il tutto cercando di presentarle come virtù. Volevano cambiare il potere pensando di addomesticarlo, ma ne sono finiti al guinzaglio, trascinati prima a destra ed ora a sinistra, mostrandosi quanto mai avvezzi al trasformismo. 

Il MoViMento è nato sfruttando la tecnologia digitale, la piattaforma, il web, quel sistema che purtroppo per loro, ci consente ora ed in futuro, di andare a ritroso nel tempo, a rileggere le dichiarazioni dogmatiche pronunciate dai maggiori esponenti. Basta andare su Facebook e ritroviamo i vari personaggi e le loro famose frasi: «mai con il Pd», «mai alleanze», «mai con quelli di Bibbiano» e si potrebbe riempire pagine intere con simili dichiarazioni e con tutti i “no” a tutto, che hanno predicato e che passo passo, hanno dovuto rimangiarsi ed ingoiare, frasi che suoneranno ad epitaffio sulle loro tombe politiche nelle quali hanno seppellito tutte le ambizioni riformiste. Per molti di loro, non tarderà a ripresentarsi la strada del ritorno al punto di partenza, ma in pessime condizioni, mentre a noi purtroppo, resteranno le macerie fumanti del loro operato. 

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