IO SO IO...

Io so’ io…

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Non occorre essere amanti della cinematografia per ricordarsi la famosissima frase di Alberto Sordi nel Marchese del Grillo, frase spesso ricorrente anche in diverse altre occasioni per sottolineare l’ineguaglianza specialmente economica o come nel caso in questione, d’immeritato privilegio: 

“Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazzo”.

Il nobile conte, intendeva con la sua colorita frase romanesca dell’era papalina, sottolineare la diversità tra lui, nobile e ricco e gli altri, la plebe, il popolino.  Al marchese, nella pronuncia della sua romanesca citazione, va riconosciuta almeno una sorta di almeno iniziale la pudicizia, iniziando col dire ”mi dispiace, ma io…..” 

A Trecate esiste una forma dialettale dal contesto pressochè similare, forse più prosaico ma altrettanto colorito, quantomeno nel quasi identico significato: 

“Quand’ che la merda munta ‘al scagn o la spusa o la fa dann” (i trecatesi perdonino il mio dialetto): Quando una nullità sale in cattedra, vuol far valere il suo privilegio, o si pavoneggia o fa danno a scapito del prossimo.

Guardando alle notizie dei giornali ed ai post sulle ferie principesche di Gigino ‘o Bibitaro, alias il vanitosissimo Luigi Di Maio, entrambe le citazioni sarebbero quanto mai appropriate. Premetto che è gossip e la politica in questo caso vale solo di riflesso.  

Inizio con la notizia rilevata dai quotidiani: forse per non essere da meno di Giuseppi che ha il suo Casalino personale, l’ex leader del MoViMento 5 Stelle, ha assunto un personale fotografo. Nonostante il ministero abbia già un rapporto con l’agenzia Ansa, a Gigino non bastava e così, ha ritenuto necessario “assumere un fotografo professionale che desse completa disponibilità anche in occasione di eventi non istituzionali”.

Il professionista è Roberto Dia, siciliano di Alcamo che guadagna – stando al sito degli Esteri – 35mila euro all’anno per seguire Gigino Di Maio. Uno scatto eseguito dal personale ritrattista, immortala il Gigino che sembra imbalsamato e seduto ad una scrivania davanti ad uno schermo e dietro un mappamondo; ci vorrebbe troppo per descrivere i commenti di Twitter ma ne riporto un paio: “Se guardate attentamente non tocca mai un mouse o una tastiera. Non saprebbe come usarli, a cui un commentatore risponde così: “Sta a distanza di sicurezza, perché gli hanno detto che ‘mouse’ significa ‘topo’ e quindi ha paura di prendersi un morso”.

Dopo la foto del Gigi istituzionale, vi parlo dei post fotografici balneari che il suo paparazzo personale ha scattato e postato sul web e che ritraggono il vanitoso personaggio con bionda morosa al seguito, italianissima fanciulla molto diversa dalla nordica stangona bionda presidenziale, ritratti a bordo del personale yacht. Che ci volete fare, occorre distinguersi:un conto è andare al Papeete a bere un mojito in mezzo alla gente, un conto è fare il nababbo su uno yacht in Sardegna”.  

Come diceva la citazione del Sordi Marchese? “Io ‘so io… e poi noi semo diversi… Al Papeete ci va la gente comune, sugli yacht i privilegiati…”

E’ proprio vero, i detti popolari non sbagliano: “Quand’ che la merda munta ‘al scagn….”

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