IDENTICO PROBLEMA

Identico problema con diversa soluzione

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Inutile girarci attorno: il governo ha un problema più che scottante e volendo essere benpensante, credo non sia capace di risolverlo. Sorrido purtroppo con amarezza, quando ascolto le parole di Giuseppi (“non tolleriamo gli ingressi irregolari”), perché solo gli imbecilli possono negare che tali ingressi continuano ad avvenire indisturbati, creando problemi sociali e soprattutto sanitari, non indifferenti. Sì perché, anche se lo negano dando colpe a tutti, un terzo dei nuovi contagi arrivano coi migranti sbarcati illegalmente in Italia.

Loro stessi contraddicendosi, dichiarano che “I centri di accoglienza sono i nuovi focolai in Sicilia, Veneto, addirittura in Basilicata” e mentre chiedono sacrifici agli italiani limitandone libertà costituzionali, continuano a tenere porte spalancate. Recentemente poi, il problema si sta allargando anche ad altre frontiere come quella friulana, alle prese con ingressi di clandestini dalla Slovenia. 

Da qualche tempo si rileva che quasi giornalmente gruppi di irregolari vengano scaricati nei centri abitati con camion, pulmini e altri mezzi. “La Stampa” tempo fa, dava notizia dell’arrivo di un nutrito gruppo di stranieri che sarebbe stato ridistribuito nel territorio, scatenando forti malumori e polemiche. A Trecate si vedono sempre più numerosi ed “abbronzatissimi palestrati” nonchè giunoniche fanciulle di colore (se dico neri, mi linciano)

Dai governanti romani, fatti concreti di contrasto non ne vediamo. Qualche giorno addietro, i giornali nazionali pubblicavano esempi pratici del come, se si volesse intervenire, è possibilissimo, raccontando del contrasto ai tentativi di sbarco nei mari antistanti l’Australia, dove le navi della marina affrontano senza troppi complimenti i navigli di qualsiasi stazza, dissuadendoli dal continuare e, là dove questi fossero in difficoltà, soccorrendoli con immediatezza, consentendo loro un altrettanto immediato ritorno alle rotte di provenienza.

Altro esempio di decisionismo, lo riscontriamo da molti Paesi mediterranei come Malta, Francia, Spagna e parzialmente anche Grecia, che non esitano ad invitare con decise e convincenti maniere, a far rotta verso le nostre apertissime coste. Altro esempio recente di decisionismo per combattere il fenomeno senza chiacchere, lo ha dato il governo inglese che ha affidato ad una donna la soluzione del problema. 

Se noi al Viminale abbiamo Luciana Lamorgese, un ex prefetto promosso ministro dell’Interno dai giallorossi e della quale i milanesi desiderano solo archiviarne il ricordo, all’Home Office di Londra, siede Priti Patel, una 48 enne tatcheriana di ferro.

Vediamo il diverso modus operandi tra le due «ministre».  

Luciana Lamorgese travolta quest’anno dallo sbarco di quasi 20mila «migranti» alla ricerca d’una comoda sistemazione italiana, il 29 luglio scorso ha battuto i pugni sul tavolo definendo «inaccettabili» quegli arrivi. L’unico risultato, sono stati gli ulteriori 3mila intrusi accomodatisi in Italia nei giorni successivi e non so quanti ad oggi. Ora andiamo dall’altra parte della Manica. 

Lì anche Priti Patel deve vedersela con un bel po’ di indesiderati in arrivo dalle coste francesi. Dall’inizio dell’anno più di 4mila «clandestini», come li chiama la ministra di Sua Maestà, hanno raggiunto le bianche scogliere di Dover. Una robetta, se paragonata ai quasi 9mila arrivi sulle nostre coste a luglio e nei primi giorni di questo mese. Ma Priti Patel e il governo di Sua Maestà non la pensano così ed una settimana fa, la collega della nostra Lamorgese, ha convocato un ex ufficiale dei Royal Marines e gli ha ordinato di «rendere impraticabile» la rotta della Manica. Non oso immaginare cosa succederebbe da noi se la rispettabilissima Lamorgese, chiamasse un ex ufficiale dei Marò ordinandogli di bloccare a qualsiasi costo barche, barchini e gommoni nel Canale di Sicilia. In Inghilterra, dove la maggioranza dei sudditi non prova simpatia per i «clandestini», non è volata una mosca mentre Priti Patel metteva con le spalle al muro le autorità francesi e per fermare i trafficanti, ordinava alla Royal Navy di bloccare i barchini in partenza da Calais. 

E mentre in Italia continuano gli sbarchi e si moltiplicano i costi tra molte chiacchere e nessun fatto concreto, in Inghilterra sono già alla soluzione: Parigi ha annunciato il piano comune per bloccare a Calais i trafficanti, mentre la signora Patel ha fatto sapere di esser pronta a rispedire in Francia e Germania 557 indesiderati, approdati quest’anno. 

In poco più di una settimana, Priti Patel ha ottenuto quello che la Lamorgese non è riuscita nemmeno a pensare dopo quasi un anno.

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