HANNO TOLTO LA MASCHERA

HANNO TOLTO LA MASCHERA

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Sono crollati anche gli ultimi pilastri storici del Movimento 5 Stelle, con l’ennesimo dietrofront servito per tradire i rimasugli di quelli che erano i principi radicali e irremovibili.

Quegli stessi ideali che erano i capisaldi in grado di costituire un’immagine “unica e pura” dei pentastellati. Peccato però, che ora la strada è ben diversa dopo gli ultimi due ripensamenti, messi in atto addirittura in contemporanea: il doppio mandato (col “mandato zero” che si sono inventati, diventano 3) e le alleanze a livello locale con i partiti tradizionali.

Vito Crimi ha spiegato che si tratta di tappe fondamentali, facenti parte del percorso di “crescita e maturazione” ed anche “il riconoscimento di una realtà di fatto, che può aiutarci a crescere, maturare e migliorarci“. Le difficoltà dei grillini a livello locale è palese, soprattutto in occasione delle elezioni Amministrative: ecco perché è arrivata quella rivoluzione per allearsi non soltanto con le liste civiche ma anche ed in particolare, con il Partito democratico.  

Una prima reazione, è scaturita dal mondo del web dove impazza una delle evangeliche dichiarazioni di Luigi Di Maio che il 31 dicembre 2018, aveva postato sui propri profili social una promessa chiara e senza libere interpretazioni: “La regola dei due mandati non è mai stata messa in discussione e non si tocca. Né quest’anno, né il prossimo, né mai. Questo è certo come l’alternanza delle stagioni”.  Ma a sparare cazzate stellate, è in ottima compagnia: nel 2017 Beppe Grillo aveva assicurato: Non abbiamo intenzione di cancellare nessuna delle regole fondanti del Movimento 5 Stelle”. 

Oggi, dopo questi capovolgimenti, Gianroberto Casaleggio si starà rivoltando nel sepolcro, cercando probabilmente di uscirne per distribuire un po’ di pentastellati calcioni. 

Trapela da più parti ed è sotto gli occhi di tutti, il malcontento generale della base grillina: la consultazione online infatti, ha scontentato non pochi nel Movimento 5 Stelle. All’indomani dell’ok di Beppe Grillo alla ricandidatura del sindaco di Roma Virginia Raggi,  è risultato palese come questo, sia stato un “escamotage” per consentire alla Raggi di correre ancora per il Campidoglio, pur essendo per la donzella, addirittura il terzo mandato.

Significativo, un commento furibondo citato da Adnkronos: “Mandato zero? Pura ipocrisia. Il limite del secondo mandato muore con la ricandidatura di Virginia Raggi. La si smetta con queste prese in giro degli elettori: dopo il mandato zero, si inventeranno il mandato meno uno?”. 

Personalmente, qualsiasi cosa avvenga all’interno del M5S non mi stupisce più: troppe dichiarazioni in questi anni, mi hanno fatto comprendere la totale inaffidabilità dei suoi esponenti e componenti ma potrei citare un lunghissimo elenco di promesse e dichiarazioni dello stesso Di Maio (“Mai con quelli di Bibbiano”), ma anche di Toninelli, di Di Battista, di Bonafede, della Taverna e su decine di altri, ma ci vorrebbero paginate di giornale. Riassumo in poche parole la mia considerazione: se mai ce ne fosse stato bisogno, ora non ci sono più dubbi sul fatto che il M5S altri non è che il PD smascherato

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