FUMO NEGLI OCCHI

FUMO NEGLI OCCHI

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Ho seguito alcuni talkshow dove ho sentito dibattere pro e contro l’ultimo decreto. Personalmente sono contrario, poiché leggo in questo, solo l’ennesimo arbitrio contro la libertà individuale e l’ulteriore danno economico arrecato alla nazione con la chiusura dei locali già precariamente in funzione e, volendo pensare al peggio, un preparativo ad ulteriori repressioni e limitazioni. Ma i regolamenti vanno rispettati e non mi pongo quale istigatore alla disobbedienza.

Ascoltando però le dichiarazioni dell’infettivologo Matteo Bassetti, non ho potuto esimermi dal condividere il suo punto di vista: si sta continuando a percorrere la strada dell’allarmismo generato non tanto dai medici che hanno curato e combattuto il Covid, quanto da autoproclamatisi esperti. L’infettivologo, è uno di quelli che nei mesi scorsi, ha combattuto gli allarmismi con il buon senso, senza mai dare false speranze ma affrontando l’argomento con logica. Esprimendosi ad esempio sulle nuove disposizioni riguardanti le mascherine, rese obbligatorie all’aperto dalle 18 alle 6, la pensa più o meno come me: possibile che il virus lavora e contagia solo di sera e di notte? Di giorno invece, riposa? Un virus che come ogni buon lavoratore che fa i turni e timbra il cartellino?  

Di commenti su questa dabbenaggine dell’orario, sono pieni i social dove ad esempio, un tizio faceva notare che non hanno considerato che abbiamo l’ora legale…  Considerando la situazione epidemiologica attuale che vede le strutture ospedaliere pressochè vuote o con situazioni assolutamente sotto controllo, non trovo giustificate questi ulteriori condizionamenti delle libertà individuali. Tra l’altro, trovo quantomeno curioso, che il governo concentri il suo interesse e le sue preoccupazioni sui giovani che rientrano dalle ferie, sulle discoteche e sui luoghi della movida, senza convogliare una doverosa attenzione agli sbarchi incontrollati, ai focolai nei centri di accoglienza, alle ribellioni che ripetutamente si registrano in quei luoghi creando enormi problemi dal punto di vista sanitario e sociale.  Sono situazioni che il governo cerca in tutti i modi di ignorare o quantomeno sminuire, distraendoci coi bonus dei furbetti o come in questo caso, cercando di farci preoccupare per discoteche e mascherine. 

Maria Giovanna Maglie, non nasconde la preoccupazione in vista delle elezioni regionali e del referendum, previsti per il 20 e 21 settembre ponendosi il quesito: “Qualcuno tra poco pensa di vietare i comizi? Prove volgari di dittatura?” 

Ma anche altri giornalisti cominciano a cantare “fuori dal coro” e Mentana ad esempio, ha fatto questa osservazione: “Ai giovani è stato imposto da un giorno all’altro di non andare più al liceo o all’università e di restare a casa; finito il lockdown si è permesso loro di uscire, ma solo distanziati. Riaperti i locali, è subito partita la crociata contro la movida. Riaperte le discoteche, si è scoperto che là dentro si balla. Quindi chiusura, anche se sui treni regionali si sta molto più accalcati. Nel frattempo, molti di loro hanno perso il lavoro precario ed hanno visto allontanarsi ancora di più la speranza di una occupazione stabile.  Una sola certezza è stata data ai giovani: saranno loro a dover pagare quei centocinquanta miliardi di debito contratti in questi mesi dallo Stato italiano, tra applausi e commenti pieni di orgoglio”.

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