IL GOLPE INTERNO AI 5 STELLE

Il golpe interno ai Cinque Stelle

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In queste ore, gli iscritti al Movimento Cinque Stelle hanno votato sulla piattaforma Rousseau per confermare il terzo mandato a Virginia Raggi quale sindaco di Roma, nonché per concedere al Movimento, il permesso di allearsi con il PD nelle elezioni romane e conseguentemente, ovunque questo sia ritenuto “opportuno”, ossia dappertutto si voti.  Così facendo, hanno trasformato quel Movimento che si era presentato come “nuovo e pulito”, in un altro dei tanti partiti e partitucoli di sinistra e possibilmente, più a sinistra di LeU o di Articolo 1. 

Naturalmente, tutto questo per buttare alle ortiche la favoletta dell’impossibilità del secondo mandato oltre a tutto quanto già buttato ai porci, in ossequio alle convenienze ed ai privilegi della casta, perché è dimostrato, ormai per tutti coloro che hanno assaporato le squisitezze della scatola di tonno aperta, queste regole non valgono. 

Con il terzo mandato, si estende la truffaldina versione del “Mandato zero” e quindi si cancella quello che era uno dei pochi principi guida sopravvissuti nel Movimento: il fatto che gli eletti fossero tutti uguali ed intercambiabili, che nessuno poteva accampare il diritto a fare della politica una carriera ed una attività, salvo poi abbarbicarsi saldamente alle remunerate poltrone. Invece oggi si è votato perché “Tutti sono uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri”. Non solo, perché oltre a cambiare anche questa regola (ormai hanno fatto tutto il contrario di tutto quanto promesso), stanno tramando per le alleanze nella grandi città; il PD darà l’appoggio ai Cinque Stelle a Roma e loro daranno l’appoggio al PD a Milano, Bergamo ecc. 

Cosa c’è di nuovo? Niente! 

Ormai i grillini o Cinque Stelle, sono eguali al peggio della politica politicante e sono diventati indistinguibili, approfittando per fare questo cambiamento con il minor clamore possibile, come nella più classica delle partitocrazie, ossia nel momento in cui tutti sono distratti ed impegnati nelle pratiche vacanziere agostane, anche se povere ed un po’ sotto tono.  

Si fa tutto furtivamente e di nascosto, tanto poi “la magia” di Casaleggio, compirà come di consueto lo scontato miracolo ed ecco la Raggi incoronata con una percentuale da far invidia al democratico Lukashenko. Alla fine, chi si accorgerà che la Bielorussia come la Cina o la Corea del Nord, sono state l’esempio di democrazia per Grillo?

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