ANCORA PROMESSE

ANCORA E SEMPRE… PROMESSE

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Nel giorno del cosiddetto ritorno alla normalità che vedo ancora lontana, Conte ha come sempre fatto tante promesse alle quali ormai, non crede nessuno, parlando come sempre al futuro, ripetendo come sempre che è in arrivò una quantità di miliardi che non sapremo neppure come spendere e ribadendo con decisione, che sarà una montagna di denaro mai vista prima.

Al momento è infatti vero, che i soldi sempre promessi, in tantissimi non li hanno ancora visti. Saranno talmente tanti i soldi, che si è detto disposto a discutere con tutti come utilizzarli: dalle opposizioni alle parti sociali ed alle associazioni di categoria (ma non lo aveva già fatto?). Un invito a banchettare: chiunque vuole approfittarne si accomodi, purchè eviti la propaganda, cosa che ovviamente si riserva di gestire col suo consigliori Casalino (sempre presente, inquadrato e parte fondamentale del panorama) e con evidente riferimento al presidente di Confindustria Bonomi che ha definito questo governo, peggiore del virus e mi sa che non ha sbagliato affatto.

Come sempre ha raccomandato agli italiani di essere prudenti nelle loro uscite per l’aperitivo, datosi che gli assembramenti, pare siano riservati solo a lui, alla sinistra ed a Mattarella, come moltissime immagini fotografiche e filmate testimoniano (25 aprile per i rossi – ponte di Genova e Aisha per Giuseppi – il Presidente a Codogno). 

Come sempre, si è detto convinto di avere sotto controllo la crisi sociale che attraversiamo, (spero) fingendo di ignorare, che ci saranno forse più di un milione di posti di lavoro in bilico in autunno e l’incognita di un’esplosione sociale. Ho avuto l’impressione che sia convinto, non ci possa essere alternativa al governo che guida e che non possa essercene un altro nell’attuale legislatura. Forse è convinto, in caso di un eventuale cambiamento, di poter contare ovviamente sul PD (il M5S non vale più niente), sull’appoggio di Berlusconi che alla stampa ha dichiarato la sua disponibilità (cosa non si fa per una poltrona), di poter portare dalla sua qualche governatore delle regioni del Nord più colpite dall’emergenza (ma la vedo dura), di far cambiare idea ai manager di Confindustria e contare sull’appoggio dei sindacati (notoriamente di sinistra). Di Salvini e Meloni non parla, non se ne cura… avrà poi tempo per pensarci. 

Il banco di prova saranno le prossime regionali, ammesso che il Colle si svegli e si riesca ad andare a votare: vedremo se Giuseppi saprà cogliere la sfida e uscirne senza la coda bruciacchiata.

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