LA CARICA DEI 500

La carica dei 500

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Quando è esplosa la pandemia, avevo pensato che la task force del ministero della Salute e il Comitato tecnico scientifico nato successivamente, fossero sufficienti a fronteggiare l’emergenza. Passato qualche tempo, durante la clausura forzata, leggendo vari giornali ho appurato che l’evento catastrofico mai visto nella storia moderna, a ministri, sottosegretari e commissari si erano aggiunti emeriti sconosciuti, divenuti superconsulenti del governo che raggruppati in 18 task force di lavoro, contavano 500 esperti, aumentati per l’aggiunta delle componenti femminili in ossequio alla “parità di genere”. La curiosità innata del giornalista ed il tanto tempo a disposizione, mi ha consentito di andare sui vari siti ministeriali a cercare di conoscere ed avere notizie su nomi, compiti, risultanze, dei tanti tecnici. Vi riporto alcuni esempi.

Per la Fase 2 ad esempio, abbiamo sentito parlare dell’ex manager Vodafone Vittorio Colao e del suo Comitato di esperti, un gruppo arrivato a 24 membri per rispettare le quote rosa. Ampliando la ricerca però, non c’è una relazione, né altre informazioni, nessun calendario delle riunioni, niente argomenti trattati. Buio assoluto. 

Stesso discorso per la struttura affidata a Domenico Arcuri. In questo caso, sul web è possibile trovare qualche ordinanza, tra cui quella del prezzo politico delle mascherine (che stiamo ancora aspettando). Nessuna altra informazione se non che la squadra di “supporto”, a parte il fatto che è costituita da 40 componenti divisi in 9 differenti uffici.

Se andate sul sito del Ministero dell’Innovazione, con fatica potete trovare le relazioni degli 8 sottogruppi che compongono la task force di 74 componenti istituita dalla stellata Paola Pisano. Però sul sito del governo, oltre ai nomi dei componenti null’altro è dato sapere. In fondo è già molto. 

Il Guardasigilli Alfonso Bonafede, ha creato 2 task force: una di 40 componenti per le carceri ed una di 20 componenti sulla giustizia; di costoro, gli stessi che hanno partorito il documento del “tutti fuori” che ha permesso l’apertura delle porte alle peggiori figure mafiose d’Italia, ovviamente non si conoscono i nomi. 

Molte informazioni invece, sul comitato personale del ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Purtroppo però, questo non è sufficiente a capire di cosa si occupi il suo “Gruppo di studio su economia e sviluppo sostenibile” formato da 9 professori. In verità, lo scopo e l’incarico di questa equipe, è descritta, ma è talmente fornita di paroloni incomprensibili che credo ci voglia una task force per capire di che parlano: “lo scopo è quello di implementare e dare maggiore efficacia alle norme e agli strumenti che già esistono, con uno spirito di condivisione e innovatività negli approcci”.

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