LE TASK FORCE EUROPEE

Le task force europee

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Quando ci si trova in momenti di emergenza come l’attuale, i governi si affidano al parere degli esperti. Nel caso del Covid-19, praticamente ogni nazione ha allestito “gabinetti di crisi” ristretti e mirati, formati da epidemiologi, virologi, immunologi, sociologi e psicologi, con l’obiettivo di mettere le loro esperienze al servizio dei governanti, per aiutarli a prendere le migliori decisioni in un momento così particolare. Tutte le misure prese, dal distanziamento sociale al lockdown, dalla chiusura dei negozi a qualsivoglia altro provvedimento, è nato in seguito ad una collaborazione tra il mondo politico e quello degli esperti. Almeno così dovrebbe essere. Mi sono preso la briga di fare una piccola indagine: vedere il comportamento di alcuni Paesi europei alle prese con la pandemia.

In Italia, sappiamo che inizialmente erano 450 gli esperti che consigliavano il governo sul da farsi; erano, poiché ad essi si sono aggiunte altre esperte per parità di genere” e Giuseppi ha dovuto inserirne in ogni gruppo. In tutto ci sono 15 task force a livello centrale (più una ”informale”). 

A quelli ministeriali, si sono poi aggiunti almeno altri 30 gruppi di lavoro, attivi a livello locale. In pratica, tra dirigenti, politici, tecnici ed esperti, siamo oltre le 850 persone. Praticamente un esercito. 

Siamo già alla fase 2 e attualmente rispondiamo in particolare al team guidato da Vittorio Colao, il signore che condiziona la nostra esistenza stando comodamente seduto alla sua scrivania a Londra da dove dirige il suo Comitato tecnico-scientifico; ma tra le tante task force, non dobbiamo dimenticare la specialissima creata contro le “fake news” e che fanno dell’Italia, uno dei Paesi europei con più gruppi di lavoro (quasi sempre non coordinati tra loro). 

In Spagna ad esempio, per uscire dal lockdown ed affrontare la “fase 2”, il governo ha dato vita ad un gruppo formato da 16 personalità, tutte politiche. A presiedere i lavori, è lo stesso premier. Le ultime misure attuate da Madrid sono state stilate da questa task force, definita Comitato tecnico per il de-confinamento”. In questa fase infatti, la nuova task force ha preso il posto del vecchio Comitato tecnico di gestione del coronavirus che era presieduto da Teresa Ribera. In realtà, il nuovo gruppo ha poco di ”tecnico”, visto che al suo interno trova spazio una sola figura tecnica: Fernando Simòn, responsabile del Centro spagnolo per il coordinamento delle emergenze sanitarie. Nelle altre posizioni troviamo 4 ministri (Salute, Difesa, Trasporti e Interno), 4 vicepresidenti, il ministro delle Finanze e quello del Lavoro, oltre al Segretario Generale della presidenza, il Segretario di Stato alla comunicazione ed il Capo gabinetto Julio Rodriguez. La Spagna, si è quindi affidata a una task force ”di coalizione” guidata dal premier Pedro Sanchez.

Diversa la situazione nel Regno Unito, dove il governo di Boris Johnson può contare sullo “Sage” (Scientific Advisory Group for Emergencies). Si tratta di un pool di esperti scientifici, i cui nomi e la cui numerosità non sono stati resi noti. Pochi giorni fa, il governo ha tuttavia formalizzato una richiesta alle università per allargare il gruppo: i ricercatori degli atenei britannici hanno ricevuto una richiesta di collaborazione e sono stati invitati a manifestare un loro eventuale interesse.

In Francia , il presidente Emmanuel Macron ha puntato su competenze scientifiche e numerosi esperti: sono stati costituiti due comitati scientifici e si sono insediati un “Controllore” ed un Signor Deconfinamento”, due incarichi istituiti ad hoc. Il capo dell’Eliseo, ha subito dichiarato di volersi attenere ai suggerimenti di ”quelli che sanno”. Il primo Comitato scientifico creato, è formato da 11 specialisti, medici in infettivologia e immunologia, un sociologo e un’antropologa. Il Comitato viene consultato dall’esecutivo francese, per aiutarlo a chiarire alcune situazioni e prendere i relativi provvedimenti. Il governo non ha l’obbligo di seguire le sue raccomandazioni, anche se Macron fino ad ora, lo ha sempre fatto. Successivamente, il presidente francese ha creato un secondo gruppo: il Comitato di analisi, ricerca ed expertise” (Care): 12 medici e ricercatori che hanno il compito di consigliare il governo su test, cure ed innovazioni. 

Volendo fare un confronto tra il funzionamento delle task force italiane ed i gruppi di lavoro di questi Paesi Europei, notiamo che ben pochi governi esteri sono costretti a fare i conti con una confusionaria e spesso contraddittoria schiera, come quella presente in Italia.

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