FACCIAMO SPETTEGULESS

Facciamo “spetteguless”

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Premetto che le notizie che riporto, sono fonte di noti quotidiani italiani che leggo giornalmente. E’ proprio in essi che spesso trovo notizie che a mia volta riprendo creando miei editoriali o, come fatto questa volta, riportando con solo qualche breve commento. Ecco quindi che in una rubrica intitolata “veleni in piazza” che trovate su Il Tempo, ho letto di voci, indiscrezioni e succosi retroscena della vita politica italiana.

Di Giuseppe Conte, l’autodefinitosi avvocato del popolo dal capello impomatato ed amante delle conferenze stampa che rovinano la cena agl’italiani, si mormora di un nomignolo che gli avrebbero affibbiato nei corridoi Rai; si dice che quando arriva la comunicazione di un imminente messaggio del presidente del consiglio, qualcuno prontamente commenti: Occhio che c’è un altro annuncio del signorino buonasera.” 

Chiaro il riferimento alle mitiche annunciatrici da Nicoletta Orsomando in poi.

Altra curiosità, riguarda l’onnipotente capo della task force per la Fase 2 Vittorio Colao, che gestisce il destino e la vita degli italiani, comodamente seduto alla sua scrivania di Londra, suscitando parecchie ironie e lo stupore di molti. Difficile comprendere, come possa Colao, relazionarsi in maniera diretta con le categorie lavorative nazionali che stanno vivendo qui, le difficoltà dell’isolamento e il rischio di non riaprire mai più. Ragione da vendere, per il parrucchiere napoletano che ha commentato citando 3 classiche opzioni: indebitarsi, fare la fame o suicidarsi, sottolineando il fatto che “hanno preso questo Colao a dettare regole; ma ci vuole un addetto del settore. Uno come Colao che ne sa dei parrucchieri, dei salumieri? Lo stesso Conte non è un imprenditore e dovrebbe tornare a fare l’avvocato… se ne è capace”.

Un’altra chicca l’ha offerta Fabio Fazio elencando gli aspetti positivi della pandemia da coronavirus. A suo giudizio, c’è del buono che si può trarre da questa immane tragedia: “Tornano i pesci nella laguna di Venezia, gli uccelli nelle città fanno i nidi sui grattacieli, il mare torna limpido, si riduce drasticamente l’inquinamento e nel Punjab, dopo trent’anni, a trenta chilometri di distanza, torna visibile la catena dell’Himalaya. Non è una cosa da poco”.  A prontamente rispondere, è stato Dagospia che ha rafforzato così l’affermazione di Fazio: “Avete il frigo vuoto? Non riuscite a pagare le bollette? Temete di perdere il lavoro? Tranquilli: il milionario Fabio Fazio ha trovato per tutti noi, il lato positivo dell’epidemia”. 

A completare la frase, un fotomontaggio in cui Fazio maneggia centinaia di banconote da cento euro e nel titolo, Dago chiosa: “Scusa, ma vattelapiandercu***”. 

Concludo con una curiosa ricerca fatta sempre su Il Tempo da Franco Bechis. Riguarda una sorta di pagella o se preferite di valutazione, di quelli che sono i più famosi scienziati e tecnici che formano il meglio degli esperti mondiali, coloro cioè che con i loro responsi, offrono suggerimenti e consigli ai maggiori Capi di Stato nell’affrontare il Covid-19. Questo vale anche per i componenti le nostre commissioni e task force che hanno influenzato e guidato le decisioni del premier Conte durante la preparazione della contestatissima fase 2 dell’emergenza. Esiste un parametro abbastanza affidabile, al quale normalmente ricorrono le comunità scientifiche per stabilire una gerarchia di merito: si chiama h-index. 

In testa a questa speciale classifica mondiale c’è DIDIER RAOULT (h-index 175), luminare francese della medicina e direttore dell’Istituto Malattie Infettive dell’Università di Marsiglia, seguito da ANTHONY FAUCI (h-index 174), professore italo-americano e virologo di riferimento del presidente Usa Donald Trump, che pure spesso lo critica e fa di testa sua.

Questo il top: vediamo ora le valutazioni del comitato tecnico scientifico del governo italiano, tenendo presente che una sufficiente mediocrità, si raggiunge sopra i 50 punti, una certa autorevolezza al di sopra degli 80 e così salendo fino alla eccellenza. In Italia ne abbiamo solo tre di cui possiamo essere orgogliosi, ma non sono consulenti del governo: ALBERTO MANTOVANI dell’Humanitas (167), GIUSEPPE REMUZZI dell’Istituto Mario Negri (158)LUCIANO GATTINONI (84) che lavora in Germania a Gottingen. 

“Discreto prestigio” hanno: Paolo Ascierto (63) dell’Istituto nazionale dei tumori, Giuseppe Ippolito (61) direttore scientifico dello Spallanzani, Giovanni Rezza (59) dell’Iss e Massimo Galli (51) del Sacco di Milano, comunque lontani dalle eccellenze. 

“Vicini alla sufficienza”: il virologo Andrea Crisanti (49) e Ilaria Capua (48) che lavora in Florida e distanti anni luce da un Fauci, Mantovani e Remuzzi. 

“Voti bassi” per quelli molto presenti nelle trasmissioni televisive come: Walter Ricciardi (39) consulente dal ministero della Salute; Pier Luigi Lopalco (33) ospite fisso dei talk show.

“Bassissimo” giudizio per Roberto Burioni (26), virologo arruolato come ospite fisso da Fabio Fazio. 

In fondo alla classifica Maria Rita Gismondo (22) la virologa che derise il coronavirus ritenendo l’epidemia “meno distruttiva di una influenza” e che non a caso, è stata assunta come “esperta” dal Fatto Quotidiano dove anche Andrea Scanzi a fine febbraio, dichiarò del Covid-19 “che non farà morti” cadendo in un clamoroso infortunio giornalistico. 

Ad avere voti ancora più bassi ci sono: il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro (21) al quale il governo ha affidato la guida delle decisioni sul Coronavirus, Fabrizio Pregliasco (14) e Giulio Tarro (10).

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