Berlusconi

Perseguitato a vita

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Forse Silvio Berlusconi è davvero matto; un uomo che avrebbe potuto tranquillamente godersi i suoi soldi senza preoccuparsi d’altro che di gioire degli agi e delle delizie che la vita riserva a quelli che come lui hanno una grandissima disponibilità economica, cosa fa? Si butta in politica.

E lo fa mettendosi in gioco direttamente, come si suol dire, mettendoci la faccia. Non come Agnelli che era amico di tutti ed in politica ci aveva mandato i fratelli: Umberto che militava nelle file della Democrazia Cristiana e Susanna che militava nel Partito Repubblicano.

Berlusconi ha la sfrontatezza di esordire in politica dichiarando di sostenere la candidatura di Gianfranco Fini a Sindaco di Roma contro Francesco Rutelli. Non contento, in poco tempo crea dal nulla un partito riuscendo a vincere le elezioni nel 1994 e ad impedire l’arrivo dei comunisti di Occhetto a Palazzo Chigi. Roba da matti; come lo è aver portato due partiti che erano ritenuti fuori dall’arco costituzionale, An e la Lega, a governare con successo una grande democrazia.

Bisogna proprio esser matti per creare dal nulla un polo televisivo che dà lavoro a migliaia di persone e che è in grado di competere con la RAI e con i maggiori network europei. Bisogna proprio esser matti ad aver immaginato di cambiare gli equilibri del mondo portando la Russia al suo posto naturale, cioè al centro dell’Europa ed essere arrivato a un soffio dal farlo. E non è sano di mente uno che prende una squadra in serie B, il Milan e la porta a vincere di tutto e di più. Da matti pagare decine di miliardi di euro di tasse e pensare di farla franca, in un Paese come il nostro dove non esiste la parola riconoscenza e dove il rancore e l’invidia sono dilaganti.

Probabilmente sono questi i motivi che portano all’acredine nei suoi confronti, o forse il fatto che Silvio sia sceso in politica dalla parte “sbagliata”, dalla parte di quelli che sarebbe stato meglio lasciarli cuocere nel loro brodo all’opposizione.

Possiamo scommettere che se costui avesse aderito ad un partito di sinistra, non solo non avrebbe subito quello che ha subito, ma sarebbe stato incensato di allori, premiato con la nomina di senatore a vita e forse sarebbe già diventato Presidente della Repubblica. Il nostro è uno strano Paese dove gli arbitri non sono imparziali ma sono di parte, sia che siano magistrati o Presidenti della Repubblica.

La persecuzione contro Berlusconi prende avvio nel 1994, guarda caso proprio l’anno in cui la gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto fu sconfitta. Siamo a febbraio di quell’anno, un mese prima delle elezioni (28 marzo) e già la Procura di Milano voleva arrestare Berlusconi junior (Pier Silvio) ed era già partita l’inchiesta sul Milan, su Standa e su Publitalia.

Dopo i trionfi di Man Pulite con la carcerazione preventiva, erano saltate le regole e la magistratura milanese convinta di essere invincibile, aveva affondato i denti sul collo di Berlusconi per non mollarlo più, anche se questo porterà loro solo sconfitte, dal caso Sme al caso Ruby. Dal 1994 a oggi, è stato attaccato da un numero incredibile di PM forse tra loro coordinati, che hanno cercato in tutti i modi di metterlo in carcere e di eliminarlo dalla scena politica. Non lo vogliono mollare: ci hanno provato centinaia di volte, avviato centinaia di processi perdendoli tutti tranne uno, quello concluso con la sentenza della Cassazione, presieduta dall’ormai famoso giudice Esposito.

Fu condannato per un’evasione fiscale di circa due milioni, su alcuni miliardi di dichiarazione dei redditi. Peccato che in quella dichiarazione lui non c’entrava nulla; era la dichiarazione di Mediaset e lui in quel tempo era Presidente del Consiglio e non compilava lui le carte dell’azienda. L’amministratore delegato che firmò quella dichiarazione fu assolto. Una condanna per evasione fiscale di cui non si è responsabili non esiste. Semplicemente è un arbitrio ed il sospetto di sentenza pilotata è più che legittimo. Recentemente, uno dei giudici della Cassazione che lo condannò, ha confessato che la condanna era frutto di un complotto. Ora la sentenza è all’esame della corte di Strasburgo ed a Brescia, pende la richiesta di una revisione del processo.

Tutto questo accanimento per non ottenere nulla ad eccezione dei costi altissimi per l’erario, ottenendo un solo risultato: tenere sotto scacco il capo della corrente liberale dello schieramento politico.

Ma ancora non basta. Come i pellerossa americani, loro voglio il suo scalpo. Lo vogliono a tal punto da imbastire un altro processo, il Ruby ter, con fatti risalenti a più di 12 anni fa. Dal momento che nel processo Ruby, Berlusconi fu assolto, a qualche PM questo non sta bene, perché Berlusconi deve necessariamente essere colpevole e se qualcuno dice che è innocente, allora di sicuro mente e va processato pure lui. Ora, non contenti di tutto ciò, viene richiesta una perizia psichiatrica su di lui. Non c’è limite alla decenza.

Finirà come potrebbe finire in un regime dittatoriale. Si continua fino a quando, magari con finte prove, arriveranno a condannarlo. Alla faccia delle sentenze che si rispettano. Si rispettano solo se sono di colpevolezza, altrimenti si ignorano e si procede fino a quando si raggiunge una sentenza di colpevolezza.

Se non credete a tutto questo, leggetevi cosa ha scritto l’ex Magistrato Luca Palamara nel libro titolato “Il Sistema”, pubblicato col giornalista Alessandro Sallusti.

Edoardo Gavardi

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