cure palliative

Sofferenza, dolore, cure palliative

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Ho sentito il messaggio che Marina Ripa di Meana, donna molto discussa per la sua turbolenta vita pubblica e privata, riportata anche nel suo notissimo libro “I miei primi 40 anni”, ha voluto lanciare in una video-lettera rilasciata a Radio Radicale (nella foto) prima di morire e fatta leggere alla sua amica Maria Antonietta Farina, vedova di Luca Coscioni. In quel messaggio, ripreso dai maggiori media nazionali, era trasparente la grande sofferenza di una donna che ha combattuto per 16 anni contro un tumore. Questa donna ha voluto sottolineare come in Italia, esista la possibilità di essere assistita a casa, di completare la vita terrena tra gli affetti dei propri cari. La possibilità è data dalla legge 38 del 15 marzo 2010 (governo centrodestra leader Berlusconi). Una legge molto innovativa che per la prima volta garantisce l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore da parte del malato nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza. Le strutture sanitarie che erogano cure palliative e terapia del dolore, devono assicurare un programma di cura individuale per il malato e per la sua famiglia, nel rispetto dei princìpi fondamentali della tutela, della dignità e dell’autonomia per lo stesso, senza alcuna discriminazione, assicurare tutela e promozione della qualità della vita in ogni fase della malattia, in particolare in quella terminale, e di un adeguato sostegno sanitario e socio-assistenziale. La Regione Piemonte è stata la prima in Italia a recepire la legge 38, con DGR 30-866 del 25/10/2010 e successivamente con DGR 31-1482 del 11/02/2011, sono state istituite due distinte commissioni di coordinamento: una per la Terapia del Dolore e una per le Cure Palliative. Infine, con DGR 43-7345 del 31/03/2014 è stata istituita la Commissione di coordinamento della rete di cure palliative e terapia del dolore, rivolta al paziente pediatrico. In questo modo, la Regione Piemonte, allora governata dalla Giunta Cota, ha creato un vero e proprio laboratorio di innovativo per la lotta al dolore.
Sono passati alcuni anni ed a livello Nazionale, come si evince dall’articolo pubblicato da La Stampa domenica 7 gennaio 2018, le recenti indagini riguardanti i dati del Ministero a guida Lorenzin aggiornati a giugno 2013, abbiano messo in luce che i malati oncologici sono in realtà pressoché trascurati.
Attualmente in Piemonte (Giunta Chiamparino dal 2014), è in vigore il DGR 1-600 del 19/11/2014 con cui è stata successivamente riorganizzata la Rete regionale di Terapia del Dolore. Non sono noti, i dati relativi alle altre due reti ed alla loro operatività, come pure, quali siano i progetti in itinere dell’Assessorato competente e quali siano le azioni attuate per riacquisire il livello di leadership della Regione Piemonte. In materia di terapia del dolore e cure palliative infatti, tutto sembra essersi fermato alle azioni positive poste in essere dal centro destra.

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